IdB-GISIP Volume 5, Numero 3, Autunno 2013 PDF Stampa E-mail

La nutrizione con latte materno nei neonati di peso inferiore a 1500 g: analisi della prevalenza e della sua possibile influenza sull’outcome clinico nella realtà padovana
Ricerca originale
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 76-80
Federica Boscolo Mela
Abstract
Background. La nutrizione è un aspetto molto importante nella cura dei neonati prematuri in quanto deve garantire il giusto apporto di nutrienti necessari alla crescita ed allo sviluppo, senza complicare ulteriormente le loro instabili condizioni di salute.
Obiettivo. Valutare le pratiche nutrizionali utilizzate nella Terapia Intensiva e nella Patologia Neonatale dell’A.O. di Padova, indagando nello specifico la prevalenza e la possibile influenza che il latte materno (LM) può avere nei confronti dei principali esiti clinici tipici della prematurità.
Materiali e Metodi. Lo studio, osservazionale retrospettivo, ha coinvolto i neonati con peso inferiore a 1500 g ricoverati in prima giornata di vita fra il 1 Gennaio ed il 31 Dicembre 2011 ed è stato svolto per mezzo dell’analisi dei record clinici dei pazienti..
Risultati: In prima giornata prevale il digiuno (84%), mentre la minimal enteral feeding (MEF) inizia a coinvolgere circa il 62,5% del campione solo dopo la terza giornata di vita. Inizialmente il latte utilizzato è quello in formula (LF), sostituito a partire dalla seconda settimana con il LM. Inoltre si evidenzia una differenza significativa tra gli episodi di assenza di scariche fecali e quelli di vomito che sembrano rispettivamente diminuire ed aumentare in seguito all’assunzione del LM. L’aumento ponderale settimanale risulta inferiore nei soggetti che ricevono LM, nonostante lunghezza e circonferenza cranica (CC) siano maggiori.
Conclusioni. Il LM è in grado di produrre effetti benefici fin dalle prime settimane di vita, perciò è necessario incrementare questa pratica già dai primi giorni postnatali attuando programmi di sostegno e supporto per le mamme che forniscono il loro latte ai neonati prematuri
 
L’obesità nel bambino e nell’adolescente
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 81-85
Camilla Menchini, Giulia Anzilotti, Laura Capirchio, Ivana Pela
 Abstract
L'obesità rappresenta la più grave epidemia del 21° secolo e la sua prevalenza è in aumento non soltanto in tutto il mondo occidentale, ma anche in molti paesi in via di sviluppo con il miglioramento delle condizioni socio-economiche.
Spesso si guarda all'obesità come a un mero problema estetico, ma essa rappresenta in realtà una vera patologia con gravi complicanze e ridotta aspettativa di vita. Per contro, l'esito degli interventi terapeutici è spesso frustrante per i sanitari e per i pazienti, con fasi alterne di dimagrimento e nuovo ingrassamento, per cui è imperativo effettuare un'efficace opera di prevenzione dell'obesità fin dalle prime epoche della vita. Coloro che sono deputati a sovrintendere alla buona crescita e alla salute del bambino e dell'adulto che sarà, devono tenere ben presente che indirizzare il bambino verso uno stile di vita sano rappresenta uno dei compiti di cura più importanti.
 
La guided imagery nell’assistenza infermieristica pediatrica
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 86-88
Francesco Burrai, Giovanna Marchioni
Abstract
La Guided Imagery (GI) è un intervento infermieristico olistico non farmacologico mente-corpo che presenta evidenze e prove di efficacia nell'assistenza infermieristica pediatrica. La GI è uno strumento assistenziale molto potente perchè utilizza il linguaggio principale della mente del bambino: l'immaginazione. Le immagini mentali attraverso il loro contenuto cognitivo ed emotivo, hanno la capacità di attivare l'asse psico-neuro-endocrino-immunologico, con modulazioni biochimiche complesse che avvengono con comunicazioni in feed back tra i vari apparati. Dal punto di vista psicologico, la GI si basa sugli effetti suggestionanti prodotte dalle immagini mentali sull'asse psicosomatico. La capacità naturale e profonda dell'immaginazione presente nel bambino, può essere guidata da infermieri preparati in  GI per ottenere numerosi effetti positivi, come per esempio la riduzione del dolore, l'induzione di stati di rilassamento, l'induzione del sonno, nella preparazione dei bambini ad esami o procedure invasive, nel pre e post operatorio, nella riduzione delle complicanze da farmaci. La GI ha un impatto positivo anche sui costi economici dell'assistenza pediatrica, perchè riduce i tempi di ospedalizzazione, i tempi di esecuzione delle procedure, il numero e la frequenza di somministrazione di farmaci come gli analgesici, gli ansiolitici, gli antiemetici, riduce gli effetti collaterali dei chemioterapici, riduce le complicanze post operatorie.

Emergenza bambino: codice rosso ! Studio retrospettivo sul triage: assegnazione del codice colore dalla centrale operativa del 118, al territorio, all’ospedale
Ricerca originale
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 89-94
Giulia Minì
Abstract
Il sistema di emergenza-urgenza è composto da due aree interdipendenti: il settore extra-ospedaliero e quello intra-ospedaliero. Il SET 118 gestisce l’emergenza sanitaria della popolazione dalla CO 118 sino all’ospedalizzazione del paziente. La domanda in emergenza-urgenza pediatrica presenta caratteristiche peculiari che richiedono risposte specifiche e competenze professionali adatte a soddisfare i bisogni in tutte le fasce di età, a partire dalla prima valutazione eseguita con la funzione di triage. L’obiettivo di questo studio è descrivere i codici colore di triage attribuiti nella gestione dell’emergenza-urgenza pediatrica: dalla CO 118, sul territorio ed al PS dell’OIRM di Torino e valutare l’assegnazione dei codici colore e i criteri oggettivi in base ai quali gli operatori del 118 hanno attribuito i codici di priorità. Lo studio, di tipo descrittivo retrospettivo, è stato condotto sui pazienti pediatrici richiedenti soccorso, nell’anno 2010, al SET 118 ed ospedalizzati all’OIRM, per mezzo dell’analisi della documentazione compilata dal momento della presa in carico da parte del personale del 118 sino al PS.
262 pazienti sono stati studiati per le caratteristiche principali e per i codici colore assegnati nel percorso di emergenza-urgenza; si è così ottenuta una distribuzione disomogenea dei codici colore ed un’evidente discontinuità territorio-ospedale. La rilevazione dei PV in PS, calcolata sul totale del campione, è avvenuta nel 59,2% dei casi. Dalla consultazione di 31 schede cartacee in CO, risulta che per il 20% dei pazienti non è stato rilevato alcun parametro vitale né all’arrivo dei soccorsi sul luogo dell’evento, né dopo il trattamento (87%), né durante il trasporto (93%).
L’analisi evidenzia dunque una sovrastima degli eventi in CO, con un’inversione del trend dei codici colore assegnati sul territorio, sottostimati rispetto a quelli in PS. La complessità del sistema di triage e la soggettività dell’operatore non giustificano la carenza della rilevazione dei PV che in letteratura rappresenta parte integrante del processo di triage e che comporta l’acquisizione di dati oggettivi.
 
Studio sull’applicabilità del Pediatric Early Warning Score System nella pratica infermieristica di un ospedale pediatrico italiano
Ricerca originale
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 95-99
Viviana Frigato, Liliana Vagliano, Claudia Bondone, Giulia Grasso, Antonio Urbino, Maria Cristina Rossi
Abstract
Obiettivo. L’ identificazione precoce delle situazioni di emergenza è essenziale per ridurne la mortalità. Nonostante studi che ne dimostrano l’efficacia, la metodologia del Rapid Response System non è comunemente utilizzata in ambito pediatrico.
L’obiettivo di questo studio è sperimentare il Pediatric Early Warning Score System (PEWS) e valutarne la potenziale applicabilità nella realtà italiana.
Metodo. È stato condotto uno studio presso 5 reparti di un ospedale italiano di terzo livello, sperimentando il sistema PEWS su tutti i bambini ricoverati presso i reparti arruolati e analizzando la casistica considerata rilevante (PEWS > o =3) in relazione alla diagnosi attribuita. A tutto lo staff infermieristico è stata poi sottoposta un’intervista per valutare le opinioni in merito all’utilità e all’efficacia del sistema sperimentato.
Risultati. Sul totale di 1507 pazienti osservati, i casi rilevanti sono stati 73 e in particolare 6 bambini hanno richiesto un intervento di tipo avanzato; il 70% della casistica rilevante era affetta da patologie respiratorie. Il 43.2 % del personale infermieristico conferma l’applicabilità del sistema PEWS nel loro contesto lavorativo e il 56.8% ne attesta l’utilità.
Discussione. I risultati ottenuti confermano l’ipotesi di applicabilità del sistema PEWS presso i reparti di base ove prevalgono patologie respiratorie, principale causa di arresto cardiaco in ambito pediatrico. Sono necessari ulteriori studi per indagare la potenziale applicabilità del sistema, contestualizzandolo alla realtà italiana.
 
Le vasculiti in età pediatrica
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 100-102
Alberta Marino Merlo, Anna Fedi
Abstract
Le vasculiti sistemiche primitive dell’età pediatrica sono condizioni caratterizzate dalla presenza di infiammazione delle pareti vascolari, con le possibili conseguenze di ischemia tissutale e necrosi.
La porpora di Schönlein Henoch e la malattia di Kawasaki sono le più comuni vasculiti dell’infanzia,. Questa review presenta lo stato dell’arte delle conoscenze su questo importante gruppo di patologie.
 
Dynamo Camp. Un sogno possibile
Esperienze professionali
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 103-104
Gianna Bongini, S. Fontana
 
Manifesto della Società Italiana di Pediatria e delle associazioni scientifiche e professionali dell’area pediatrica per una mobilitazione generale in difesa dei Bambini migranti nel Mediterraneo
Position statement
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (3): 105
Società Italiana di Pediatria e Società Scientifiche e Associazioni Professionali dell'area pediatrica