IdB-GISIP Volume 5, Numero 4,Inverno 2013 PDF Stampa E-mail

Valutare e gestire l’ansia nel bambino ospedalizzato: revisione della letteratura
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 112-115
Anna Buiatti, Sara Buchini
Abstract
Background. L’ansia e la paura del bambino ricoverato comportano un peggioramento della qualità di vita e di cura, sono perciò necessarie un’adeguata valutazione e gestione infermieristiche.
Obiettivo. Descrivere, attraverso la conduzione di una revisione della letteratura, le metodiche di valutazione e di gestione infermieristiche dell’ansia nel bambino ospedalizzato.
Materiali e metodi. Sono stati considerati gli studi riguardanti bambini (sia maschi che femmine), di età inferiore od uguale a 18 anni, gestiti in regime di ricovero o day hospital, con necessità di valutazione e gestione dell’ansia. La ricerca è stata effettuata utilizzando diverse strategie di ricerca.
Risultati. Dei 1.179 articoli emersi ne sono stati selezionati 34 (2,88%) ed esclusi i rimanenti per non pertinenza o mancanza di full-text. Dagli articoli selezionati emergono le diverse tipologie di valutazione dell’ansia: modificazioni fisiologiche, scale di autovalutazione, scale comportamentali e disegni. Gli autori concordano sull’efficacia di interventi infermieristici per la gestione dell’ansia pre-operatoria (gioco terapeutico, dialogo, opuscolo illustrato, terapia del sorriso, musicoterapia) e pre-procedurale (tecniche di coping, induzione di rilassamento, distrazione).
Discussione. Questa revisione fornisce una descrizione di numerosi interventi per la gestione dell’ansia validati ed impiegabili nei reparti. L’ansia dovrebbe essere sempre ed indistintamente valutata insieme al dolore.

Studio multicentrico sul distress morale in neonatologia
Ricerca Originale
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 116-119
Roberta Guardione, Cristina Romano, Pasquale Di Maio, Alessia Catarinella, Elena Boano, Patrizia Soriani, Maria Angela Bellinaso, Assunta De Biase
Abstract
Il moral distress (MD) è un disequilibrio psicologico che avviene quando i professionisti hanno consapevolezza della scelta appropriata da fare ma che non può essere attuata per diversi motivi. Esso è correlato al turnover del personale, a problemi di salute fisici/psicologici, a sentimenti di frustrazione, rabbia e colpa da parte degli operatori sanitari nei confronti dei pazienti e dei loro familiari.
Obiettivo: valutare l’intensità, la frequenza e il livello del MD degli infermieri che lavorano nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN) di III livello della Regione Piemonte; le eventuali correlazioni con l’assetto organizzativo delle singole Unità Operative e le caratteristiche socio-demografiche del campione.
Materiali e metodi. Lo strumento utilizzato per misurare il livello di MD è la Moral Distress Scale Pediatric Version – Italian (MDS-PV Italian).
Risultati. La media dell’intensità del MD di tutti gli intervistati è 4.40 (su un massimo di 6), il punteggio medio della frequenza del MD attribuito da tutti gli operatori è invece di 2.32 indicando che le situazioni descritte nella MDS-PV accadono poco frequentemente. Il centro che ha mostrato maggiori livelli di MD tra gli operatori sanitari è stato la TIN dell’Ospedale Sant’Anna di Torino. Non sono risultate correlazioni statisticamente significative tra i livelli di MD del campione e le variabili età anagrafica, titolo di studio, qualifica professionale, stato civile, numero figli, anzianità di servizio complessiva e presso le TIN, regime orario e numero di eventi formativi. Gli elementi associati a maggiori livelli di MD sono relativi soprattutto alle “cure di fine vita”.
Ulteriori studi si rendono necessari affinchè si possa ottenere una visione globale del distress morale e promuovere, nel contempo, strategie atte a mitigare tale fenomeno.
 
“Children’s and Young people Audit Policy Tool” (CYPAPT): un percorso di validazione linguistico-culturale di un ospedale pediatrico italiano
Esperienze professionali
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 120-123
Paolo Petralia, Annamaria Bagnasco, Simona Calza, Maria Lucia Sperlinga, Laura Fornoni, Silvio del Buono, Ubaldo Rosa, Loredana Sasso.
Abstract
Il “Children’s and Young people Audit Policy Tool” (CYPAPT) è uno strumento di audit clinico, costruito e validato dalla Association of Children Chief Nurses (ACCN) per misurare in maniera obiettiva la compliance degli ospedali pediatrici inglesi alla normativa di riferimento relativa al servizio sanitario fornito a bambini adolescenti e nei reparti maternità.
L’articolo descrive il percorso di validazione linguistico-culturale dello strumento, svolto da un ospedale pediatrico italiano secondo la metodologia internazionalmente accettata.
 
La comunicazione in TIN: valutazione della qualità percepita dai genitori mediante il “progetto comunicazione”
Esperienze professionali
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 124-128
Camilla Fumagalli, Laura Franzosi, Silvana Quadrino, Elena Bezze, Lorenzo Colombo, Laura Plevani
Abstract
La comunicazione e l’accompagnamento dell’intero nucleo familiare durante il ricovero in ospedale sono elementi centrali dell’assistenza infermieristica pediatrica. In particolare una buona comunicazione tra Infermiere e genitori nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) può ridurre il trauma dei genitori legato al ricovero, permettere loro di prendersi cura del proprio figlio e migliorare gli esiti di salute sul neonato.
Obiettivo. Valutare la percezione che i genitori dei neonati ricoverati in TIN hanno della comunicazione con l’Infermiere e se tale comunicazione ha un impatto sulla percezione generale dell’esperienza di ricovero.
Materiali e metodi. La percezione della comunicazione è stata indagata con un questionario ad hoc a 29 items somministrato ai genitori dei neonati in ricoverati in TIN qualche giorno prima della dimissione.
Risultati. La percentuale dei genitori soddisfatti della comunicazione avuta con gli Infermieri supera il 70%, mentre il 2% dei genitori ritiene di aver ricevuto informazioni poco o per nulla chiare, inoltre l’87,5% dichiara di aver ricevuto informazioni chiare sul proseguimento del percorso di cura del neonato, ma solo il 54% considera sufficientemente chiare le risposte sul cosa fare in caso di riacutizzazioni. Più del 70% dei genitori ha affermato di essersi sentito libero di esprimere i propri dubbi durante il ricovero.
Conclusioni. E’ emersa la necessità di migliorare il processo comunicativo organizzando le cure in maniera che i genitori abbiano un infermiere di riferimento e standardizzando gli interventi educativi.

Il percorso diagnostico e terapeutico del bambino con osteomielite acuta
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 129-134
Anna Fedi, Alberta Marino Merlo
Abstract
L'osteomielite acuta è una patologia di grande rilevanza in età pediatrica e la cui incidenza è in aumento negli ultimi anni; essa si presenta con sintomi locali di flogosi talora sfumati e a volte con scarsi sintomi sistemici. Per tale motivo, questa condizione è talora diagnosticata con ritardo. E' invece da considerarsi una “urgenza clinica” perché un suo tempestivo riconoscimento e quindi un'adeguata precoce terapia antibiotica permettono di ottenere la guarigione, evitando la cronicizzazione e le complicanze che, seppur rare, possono in questa fascia d'età essere severe e responsabili di deformità scheletriche, arresto della crescita e disabilità a lungo termine.
 
Il nuovo Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari
Position Paper
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 135-137
a cura dell'Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori
Abstract
A differenza delle altre Carte, il presente Codice si rivolge a tutte le strutture sanitarie presenti sul territorio e non unicamente agli ospedali. Il Codice infatti vuole costituire una disciplina globale, avere maggiore efficacia e assicurare un’assistenza sanitaria totale.
Il documento è composto da 22 articoli, finalizzati ad assicurare l’assistenza sanitaria e la cura dei minori nel pieno rispetto della loro esigenze globali, individuandone le problematiche e sostenendoli nella gestione della malattia.
Il Codice intende proporre, quindi, una base comune di conoscenza e rispetto del diritto dei minori alla salute, per garantire un livello soddisfacente e omogeneo di assistenza sanitaria sull’intero territorio nazionale.
 
La pertosse nel personale sanitario di area pediatrica
Review
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 138-140
Alessia Stival, Sabrina Becciani, Martina Giacalone, Elena Chiappini, Luisa Galli
Abstract
Nei Paesi ad alta copertura vaccinale, negli ultimi decenni, si è registrato un aumento di incidenza della pertosse. Epidemie di pertosse sono state descritte anche nei luoghi di cura, in particolare negli ospedali pediatrici, dove l’introduzione del batterio può avvenire da parte di un paziente, un operatore sanitario o un visitatore che abbiano contratto l’infezione. La vaccinazione del personale sanitario è di fondamentale importanza non solo per prevenire il contagio degli operatori sanitari, ma anche per impedire la trasmissione a pazienti, colleghi, familiari e quindi limitare la diffusione della pertosse. Gli studi di cost-effectiveness, inoltre, sono a favore della vaccinazione. Nonostante tutto, la profilassi antibiotica negli operatori esposti rimane fortemente raccomandata nei casi di lavoro a stretto contatto con pazienti suscettibili di malattia grave, insieme all’adozione di opportune precauzioni (droplet precautions). I dati finora disponibili sull’efficacia del richiamo nel personale sanitario e sulla durata di tale immunità, infatti, non consentono ancora di eliminare la necessità della profilassi antibiotica post-esposizione.

Notizie
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 141

Nuovo corso formativo ECM in modalità FAD "Nursing pediatrico. Aggiornamenti per gli Infermieri dei Bambini" Anno 2014.
CHILDREN'S NURSES-Italian Journal of Pediatric Nursing Science. 2013; 5 (4): 143