Children's Nurses-IJPNS Volume 7, Numero 1, Primavera 2015 PDF Stampa E-mail

Children's Nurses-IJPNS Volume 6, Numero 4, Inverno 2014-2015

Efficacia dei giochi di magia sul dolore da venipuntura: studio quasi sperimentale 

Gionatan Labrocca, Edda Oliva Piacentini 

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 4-5.

Quasi-experimental study, [Italian]

Abstract

Lo scopo di questo studio quasi sperimentale è quello di valutare l’efficacia dei giochi di magia nel ridurre il dolore da venipuntura nei bambini. La popolazione oggetto di studio è composta da bambini tra i 3 e i 12 anni ricoverati presso una Pediatria del Lazio.

Materiali e metodi. I bambini sono stati assegnati in modo accidentale a due gruppi, sperimentale e di controllo. Il gruppo quasi sperimentale è stato distratto con giochi di magia durante il prelievo venoso e il gruppo di confronto sottoposto solo alla procedura da venipuntura. Il dolore è stato misurato tramite la scala Oucher.

Risultati. Sono stati reclutati 100 bambini, 50 per ogni gruppo. Nel gruppo sperimentale il 34% dei bambini ha riferito nessun dolore vs il 12% dei bambini del gruppo di controllo (p=0,163).

Conclusioni. I bambini che durante la procedura da venipuntura sono stati distratti da giochi di magia hanno un’incidenza di dolore più bassa rispetto al gruppo di bambini che durante la venipuntura non sono stati sottoposti alla distrazione sperimentale.

Sono necessari ulteriori studi vengano per confermare l’efficacia di questa tecnica.

 

Microclima e qualità dell’aria in reparti di terapia intensiva neonatale

Michele del Gaudio, Carmela Vedetta

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 6-8.

Review, [Italian]

Abstract

Nei reparti di terapia intensiva neonatale, vengono assistiti neonati nati pretermine e quindi in condizioni fisiche particolarmente delicate. Il microclima e la qualità dell’aria devono essere particolarmente curati perché da esso può dipendere la sopravvivenza del neonato e la salute dei lavoratori. I medici e gli infermieri devono conoscere le principali fonti di rischio per attuare nel breve periodo le migliori soluzioni ed informare al meglio i progettisti ed i tecnici addetti alla manutenzione. 

 

Il trattamento della disidratazione nel bambino affetto da gastroenterite. Revisione della letteratura

Dajana Borgia, Luca Giuseppe Re

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 9-12.

Review, [Italian]

Abstract

La gastroenterite è una delle principali cause di morbilità e mortalità infantile. I bambini richiedono maggiori volumi di acqua rispetto agli adulti per mantenere l’equilibrio dei fluidi e sono più sensibili agli stati di disidratazione. 

Obiettivo. Illustrare le più recenti e autorevoli raccomandazioni di buona pratica clinica per la gestione della terapia reidratante nei bambini affetti da gastroenterite. 

Materiali e metodi. Revisione della letteratura con interrogazione di database biomedici; reperimento, analisi con valutazione critica e sintesi della documentazione di riferimento. 

Risultati. I bambini generalmente vengono reidratati per via orale o endovenosa: la prima è indicata per disidratazioni da lievi a moderate ma da considerare anche per disidratazioni severe; la seconda è un’opzione valida in caso di fallimento o controindicazioni alla precedente. In presenza di vomito persistente è consigliato prima della reidratazione per via orale l’uso di un antiemetico. 

Discussione e conclusioni. I bambini colpiti da gastroenterite necessitano in funzione del grado di disidratazione di un appropriato reintegro di fluidi. La valutazione in Pronto Soccorso pediatrico è essenziale per applicare il trattamento più idoneo. La via di somministrazione di elezione è quella orale, in casi selezionati è necessario utilizzare la via endovenosa. E’ importante, attraverso semplici accorgimenti,  prevenire la diffusione dell’infezione.

 

Il dolore del bambino: indagine di prevalenza del dolore acuto e cronico in bambini ricoverati presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino 

Noemi Panero, Stefano Lijoi, Fulvio Ricceri, Liliana Vagliano

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 13-16.

Observational research, [Italian]

Abstract

E’ universalmente riconosciuta l’importanza di un’adeguata gestione del dolore nel bambino da parte del personale curante e sono numerose le ricerche effettuate a riguardo. Non sempre, tuttavia, viene attribuita l’importanza adeguata a questo sintomo e i casi di gestione inadeguata sono ancora frequenti.

Obiettivo. Condurre un’indagine di prevalenza sulla presenza di dolore acuto e cronico nei bambini ricoverati presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, in modo da comprendere quanto questo sia presente nelle varie strutture.

Materiali e metodi. La popolazione oggetto dell’indagine è formata dai bambini con età compresa tra 5 e 18 anni, senza deficit neurologici, ricoverati in 5 reparti dell’Ospedale. Lo strumento d’indagine è una griglia di rilevazione elaborata ad hoc. Gli ambiti  d’indagine riguardano, le  variabili anagrafiche e relative alla patologia del bambino e quelle inerenti la presenza di dolore e la sua gestione, ottenute mediante un’intervista diretta al bambino.

Risultati. L’indagine è durata 6 mesi e sono state effettuate 300 rilevazioni su pazienti affetti da patologia acuta. La prevalenza del dolore nelle strutture indagate risulta del 24%, tuttavia, essa è significativamente maggiore nell’area chirurgica dove raggiunge il 37%, rispetto all’area medica dove è del 13%. Le scale di rilevazione del dolore, inoltre, sono presenti all’interno della cartella clinica del paziente nel 69% dei casi, mentre sono assenti nel 31%; soltanto nel 36% dei casi sono state effettuate delle misurazioni del dolore nelle 24 ore precedenti all’indagine e il 98% delle volte non è specificata la scala utilizzata. Per quanto riguarda la terapia analgesica, tra i bambini con dolore il 6% ha terapia ad orario, il 51% al bisogno e il 44% non ha impostato alcun regime terapeutico; inoltre, soltanto con il 16% dei bambini sono state usate tecniche non farmacologiche per il controllo del dolore.

Conclusioni. Il dolore è ancora molto presente nella realtà ospedaliera indagata e, in molte, circostanze, esso non viene valutato e trattato nella maniera adeguata. E’ necessario, dunque, sensibilizzare e aggiornare gli Infermieri.

 

Le complicanze nell’utilizzo di due diverse procedure di mantenimento della pervietà del catetere venoso centrale in oncoematologia pediatrica

Anna Lisa De Tina, Giada Novello, Eva Passone, Chiara Pilotto, Rosanna Quattrin 

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 17-20. 

Observational research, [Italian]

Abstract

Obiettivo. Lo scopo dello studio è quello di valutare se il metodo di trattamento standard (lavaggi con eparina, chiusura con tappo a vite e clampaggio del catetere) per mantenere la pervietà del Catetere Venoso Centrale (CVC) è associato ad un maggior rischio di eventi avversi (occlusioni, infezioni, rotture, etc.) rispetto al trattamento con applicazione del tappo a pressione positiva CLC 2000 con lavaggio di soluzione fisiologica).

Materiali e metodi. E’ stata analizzata la documentazione clinica di 41 pazienti pediatrici con patologia onco-ematologica, seguiti presso la Clinica Pediatrica dell'AOU di Udine dal 2000 al 2010 portatori di CVC parzialmente impiantabile. Sono state esaminate le seguenti variabili: età, sesso, patologia, tipo di catetere, sede e data di inserzione, numero di lumi, presenza di tappo a pressione positiva CLC 2000 ed eventi avversi verificatisi.

Risultati. Dei 41 bambini, il 39% è stato sottoposto al trattamento con utilizzo di CLC 2000 e il 51,2% a quello standard. Considerando il totale dei CVC impiantati (n=49) gli episodi occlusivi si sono verificati in 11/22 (50,0%) dei trattamenti sperimentali e in 9/24 (37,5%) dei trattamenti standard [p= n.s.]. Le infezioni con score 2 o 3 si sono verificate in 4 casi. Il tasso di incidenza degli episodi occlusivi e di quelli infettivi, comparando i due bracci dello studio, non è risultato statisticamente significativo [p=n.s.]. Maggiore percentuale di complicanze è risultata con: diagnosi di leucemia/linfoma, CVC bilume, modalità di mantenimento della pervietà con applicazione tappo CLC 2000 e flush di soluzione fisiologica.

Conclusioni. Sono necessari ulteriori studi che prendano in considerazione un campione più ampio della popolazione e che possano fornire delle valide guide per la pratica

 

Qualità del sonno del bambino e della famiglia in relazione alla bedtime routine

Anna Inserra, Mara Dorigo, Anna Volzone

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 21-26. 

Observational research, [Italian]

Abstract

Per comprendere appieno i problemi del sonno nel bambino, questi devono essere considerati all’interno del nucleo familiare  e sulla base dell’impatto negativo che possono avere sulla qualità di vita familiare. In particolare la graduale erosione della routine del sonno può causare questi disturbi, provocando, nei bambini, la classica sonnolenza diurna o sbadigli, ma anche disturbi dell’umore e comportamentali con iperattività, scarso controllo degli impulsi e disattenzione che si traducono in problemi sociali e di apprendimento.

Obiettivi. Indagare quali sono le abitudini del sonno (bedtime routine) più frequenti nei bambini e adolescenti a domicilio e quelle messe in atto nel periodo di ricovero presso una struttura di 3° livello ospedaliero; indagare se la bedtime routine è modificata dalla patologia o dalla durata del ricovero; valutare l’impatto del sonno dei bambini sui genitori.

Metodi. L’indagine è stata svolta mediante la somministrazione di 2 questionari e, tramite una scala analogico visiva da 0 a 10, si è cercato di quantificare la percezione soggettiva del genitore nei riguardi dell’influenza del sonno del figlio sulla sua vita.

Risultati. I genitori sono influenzati dal sonno dei loro figli (4,12 punti a domicilio e 5,57 durante la degenza) e considerano importanti le pratiche di igiene del sonno, presenti nel 78,1% del campione a domicilio e 51,2% durante la degenza, evidenziando come il lavarsi sia un’attività frequente. Inoltre, il ricovero può influire in maniera negativa sul sonno in età evolutiva modificando l’orario di addormentamento.

Conclusioni. Gli infermieri sono in una posizione primaria nell’assistenza ai soggetti con sonno disturbato perciò è necessario che educhino in merito all’igiene del sonno poiché disturbi in quest’ambito possono influenzare negativamente la qualità di vita del bambino e della sua famiglia.

 

L’efficacia di specifiche manovre del metodo NIDCAP nello sviluppo neurocomportamentale del prematuro. Una revisione della letteratura

Elisa Nazzi, Sofia Bisogni 

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 27-31. 

Review, [Italian]

Abstract

Il recente progresso tecnologico ha permesso negli ultimi anni la sopravvivenza di neonati sempre più immaturi la cui fragilità biologica ha richiesto interventi invasivi mirati al sostegno di funzioni non ancora adeguate a garantirne la sopravvivenza. Il neonato prematuro, infatti, interrompe il suo sviluppo neuromotorio lasciando l’ambiente uterino per continuarlo nell’ambiente artificiale della terapia intensiva neonatale. Il NIDCAP e la Developmental postural care forniscono risposte individualizzate per ogni singolo prematuro. Questa revisione illustra l’efficacia di specifiche tecniche previste da questi metodi al fine di diffonderne l’utilizzo nelle terapia intensiva neonatale e promuovere la consapevolezza ed il rispetto da parte del personale assistenziale dei bisogni e delle tappe maturative del prematuro nella pratica clinica.

 

How to nurse Sick Children. Come assistere i bambini malati. Parte 4

Charles West, traduzione di Cecilia Spinelli Bini e Filippo Festini 

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (1): 32-34.

Historical paper, [Italian]