Children's Nurses-IJPNS Volume 7, Numero 2, Estate 2015 PDF Stampa E-mail
Children's Nurses-IJPNS Volume 7, Numero 2, Estate 2015
 
 
La morte in oncoematologia pediatrica: vissuti e strategie di coping del personale infermieristico
Valentina Lucia Monforte, Claudia Candotti, Laura Pomicino, Sara Buchini
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 40-43.
Observational study, [Italian]
Abstract
Background. Prendersi cura di un paziente che soffre e che si trova in fase terminale costituisce un importante carico per l’infermiere, sia a livello personale che professionale, in particolare se si tratta di una persona in età pediatrica: la sua morte attiva un forte livello di stress che aumenta il rischio di burnout soprattutto in assenza di adeguate strategie di coping. 
Obiettivo dello studio. Indagare i vissuti, le esperienze e le strategie di coping messi in atto dagli infermieri che lavorano in oncoematologia pediatrica di fronte alla morte di un loro assistito, ponendo particolare attenzione ai fattori a questo associati.
Materiali e metodi. Studio qualitativo. Setting: S.C. Oncoematologia pediatrica - I.R.C.C.S. materno infantile Burlo Garofolo di Trieste. Campione: Tutti gli infermieri che lavorano nella struttura, senza vincoli di sesso, età, formazione o anni di attività. Strumenti e raccolta dei dati: Intervista semi-strutturata individuale e raccolta delle principali informazioni socio-demografiche mediante compilazione di apposita scheda.
Risultati. 15 infermiere intervistate, tutte donne. I sentimenti maggiormente riferiti in relazione al lutto vissuto sono rabbia, dolore, tristezza e sofferenza, espressi anche attraverso il pianto. Le strategie maggiormente riportate sono quelle orientate all’emozione e consistono nel parlare tra colleghe e in alcuni casi con familiari. Viene espresso il bisogno di ricevere un supporto professionale e di creare maggiori spazi di condivisione all’interno del reparto.
 
Il delirium nel paziente pediatrico
Ramona Melis
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 44-47.
Review, [Italian]
Abstract
Il Delirium è un disordine neuropsichiatrico che si manifesta attraverso uno stato confusionale acuto secondario a una o più sottostanti condizioni patologiche e rappresenta una seria complicanza. E' una condizione clinica poco diagnosticata e trattata e ad essa è associato un elevato costo sociale; infatti in coloro che sviluppano Delirium durante il ricovero si registrano tempi più lunghi di ospedalizzazione e un aumento delle complicanze intraospedaliere (cadute, ulcere da pressione ecc.). Il Delirium può colpire tutti i segmenti della popolazione ospedalizzata (incidenza 5.3%) ma è stato osservato più frequentemente nei bambini (12-13%) e negli anziani con età superiore ai 65 anni (10-15%). 
In letteratura si riscontra una scarsità di pubblicazioni riguardanti il Delirium, soprattutto quello pediatrico. Scopo di questa revisione è di offrire una panoramica aggiornata sul Delirium pediatrico (in particolar modo quello che si manifesta nelle Unità di Cure Intensive Pediatriche) e focalizzare l'attenzione sulla sua diagnosi attraverso una discussione sugli strumenti di valutazione più utilizzati, provando a proporre degli spunti per la ricerca futura.
 
Lo screening oftalmologico neonatale
Alessia Contiero
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 48-49.
Review, [Italian]
Abstract
Il periodo più importante per garantire un corretto sviluppo della vista va dalla nascita ai 3 anni. I danni che compromettono la visione durante i primi 2-3 mesi di vita comportano un’alterazione a carico delle strutture visive difficilmente reversibile. Da qui l’importanza di valutare il più precocemente possibile le strutture oculari, in particolar modo nei neonati pretermine. Questa prima valutazione viene effettuata presso le strutture sanitarie pediatriche e/o dal pediatra di famiglia. Per definire una corretta e completa valutazione oftalmologica neonatale sono state emanate apposite linee guida da parte dell’American Academy of Pediatrics, dall’American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus e dall’American Academy of Ophthalmology: essa si compone di test semplici e di facile attuazione, ma al contempo fondamentali per individuare patologie che verranno successivamente trattate dallo specialista.
 
Un videogioco interattivo per l’educazione terapeutica degli adolescenti con problemi di salute cronici
Fosca Basso, Annamaria Bagnasco, Loredana Sasso
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 50-54.
Technical Report, [Italian]
Abstract
Il progetto riguarda lo sviluppo di un videogioco che permette di utilizzare strumenti di educazione terapeutica su formato elettronico. Lo scopo dello studio è di creare una applicazione web che permetta di proporre interventi di educazione terapeutica agli adolescenti con patologia cronica attraverso un gioco coinvolgente che faciliti l’adherence e la compliance agli interventi preventivi e di cura. L’applicazione è strutturata in formato mazzo di carte da gioco. Ogni mazzo include una carta “situazionale” nella quale viene descritto un quadro della vita quotidiana in cui è possibile ritrovarsi con frequenza e almeno quindici carte che prevedono altrettante alternative di comportamenti possibili, corretti oppure errati. Le modalità di esecuzione possono essere di due tipi. Tipo 1 (Carte P4): ogni carta include sul fronte la descrizione del comportamento e sul retro il SI/NO e la motivazione. Tipo 2 (Carte PMP): sul retro della prima carta vengono proposte due soluzioni, ciascuna delle quali rimanda ad altre carte in cui sono descritte le conseguenze della scelta e così via fino a terminare il mazzo con una carta conclusiva; essa sarà riepilogativa ed elencherà le conseguenze di tutti i comportamenti opzionati. Al fine di produrre un esempio della dinamica del gioco vengono proposti, in questo lavoro, due mazzi di carte sui temi della gestione della terapia orale e del catetere venoso centrale. Il contenuto e la forma espressiva dei mazzi non hanno seguito il processo di validazione e non sono pertanto applicabili. Il videogioco è supportato da computer, tablet e smartphone. La popolazione a cui può essere proposto il videogioco è composta da adolescenti con problemi di salute cronici di età compresa tra i 13 e i 17 anni e dalle loro famiglie. 
 
I desideri dei bambini e degli adolescenti nella fase della terminalità: indagine conoscitiva tra gli operatori sanitari dei centri pediatrici italiani 
Samantha Errani
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 55-58.
Observational study, [English]
Abstract
Introduzione. Oggi molti bambini riescono a sopravvivere a patologie un tempo mortali e alcuni di loro guariscono. Nonostante ciò la morte in età pediatrica è ancora presente e l’emergente tecnologia medica sta monopolizzando anche questo aspetto della malattia. Spesso bambini e adolescenti in fase di fine vita trascorrono i loro ultimi giorni in reparti ospedalieri senza avere l’opportunità, insieme alle proprie famiglie, di scegliere di morire nella propria casa, accanto ai propri cari. Gli adulti spesso faticano ad accogliere i desideri dei piccoli malati nel fine vita. 
Obiettivo. Condurre un’indagine conoscitiva tra gli operatori degli ospedali pediatrici italiani al fine di conoscere il loro pensiero e le loro opinioni riguardo all’argomento.
Materiali e metodi. L’indagine conoscitiva è stata svolta servendosi di due strumenti elaborati sulla base degli studi di L.Wiener al National Cancer Institute e al National Institutes of Health: “My wishes” (per i bimbi piccoli)  e “Voicing my choice” (pensato per gli adolescenti e i giovani adulti) e di un questionario costruito ad hoc. Dopo aver tradotto in lingua italiana i due strumenti, costruito e fatto validare il questionario da professionisti esperti in cure palliative, questi sono stati inviati al personale sanitario di 9 ospedali pediatrici italiani. 
Risultati. Il 71% degli operatori pensa che il bambino abbia il diritto di conoscere la propria situazione clinica, il 26% pensa che non ne abbia il diritto, e il 3% non ha dato risposta. Il 90% dei professionisti crede che l’adolescente abbia il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute, l’8% che non le debba conoscere, il 2% non ha dato risposta. E’ stata anche indagata l’opinione dei professionisti riguardo l’eventuale distribuzione nei reparti di libretti trattanti l’argomento del fine vita: il 41% di loro si è dimostrato favorevole, il 21% non è d’accordo mentre il 38% non sa.
Conclusioni: L’indagine ha mostrato come sia importante informare il paziente (qualora egli lo desideri) sulle sue condizioni cliniche e fornirgli ascolto, infatti, in questi casi, il bambino si rivela molto più aperto e fiducioso. Nonostante ciò  i dati dimostrano che non sempre avviene una comunicazione tra personale sanitario e paziente e, in alcuni casi, il silenzio è tutto ciò che viene offerto al bambino e alla sua famiglia.
 
Il vissuto del genitore durante il ricovero del figlio neonato in terapia intensiva neonatale
Irsida Gora
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 59-61.
Observational study, [Italian]
Abstract
Il ricovero di un figlio neonato in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) può essere una fonte di stress nei genitori e questi possono avere delle difficoltà nella gestione di questa situazione nuova e inaspettata. È importante dunque comprendere lo stato emotivo e le aspettative dei genitori per poi assisterli durante la loro permanenza in TIN.
Obiettivo. L’obiettivo di questa indagine è quello di verificare i vissuti e le principali emozioni dei genitori che hanno ricoverato il neonato in TIN e i comportamenti infermieristici percepiti come efficaci dai genitori.
Materiali e metodi. Ricerca qualitativa fenomenologica. Ogni genitore partecipante allo studio si è sottoposto a un’intervista semi-strutturata, le interviste sono state effettuate mediamente tre giorni dopo il ricovero del neonato.
Risultati. Dei 17 genitori intervistati, il 58,82% esprime la paura come emozione prelevante, il 41,15% identifica come preoccupazione maggiormente esperita l’insorgenza di complicazioni mediche, inoltre il 35,29% dei genitori si aspetta che gli infermieri lavorino con passione. La disponibilità viene individuata per il 58,83% del campione come comportamento/intervento infermieristico più efficace nell’alleggerire l’esperienza del ricovero in TIN.
Conclusioni. In questo percorso sconosciuto gli infermieri svolgono un ruolo importante e fondamentale in quanto si dimostrano disponibili ad aiutare i genitori fornendo supporto emotivo, comunicando informazioni sullo stato di salute del proprio figlio usando un linguaggio comprensibile, coinvolgendogli nella cura dei propri figli aiutandoli cosi a assumere un ruolo genitoriale, dimostrando professionalità, gentilezza e umanità. Questi comportamenti/interventi infermieristici sono stati riconosciuti dai genitori come efficaci.

Uso ed abuso del paracetamolo al domicilio: uno studio osservazionale
Sara Righeschi, Nicola Mazzoni, Daniele Ciofi, Sofia Bisogni, Filippo Festini
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 62-64.
Observational study, [Italian]
Abstract
Il paracetamolo è il farmaco maggiormente utilizzato a domicilio dalle madri per trattare la febbre ed il dolore nei bambini; sebbene si tratti di un farmaco da banco e acquistabile senza ricetta medica, il sovradosaggio può produrre gravissimi effetti a livello epatico e renale. Obiettivo. Valutare le conoscenze delle madri sull’uso sicuro del Paracetamolo. 
Materiali e metodi. Sono state intervistate 125 madri arruolate con campionamento accidentale. 
Risultati. Il 37,6 % delle madri ha in casa 2 o più formulazioni diverse di paracetamolo; inoltre è risultato molto diffuso il sottodosaggio, con somministrazioni anche fino al 99% in meno della dose giusta, mentre più rari sono stati i casi di sovradosaggio. 
Conclusioni. La lacuna di conoscenze delle madri circa l’uso sicuro del paracetamolo suggerisce pertanto la necessità di strutturare interventi educativi su vasta scala rivolti ai genitori.
 
How to nurse Sick Children - Come assistere i bambini malati. Parte 5
Charles West, traduzione di Cecilia Spinelli Bini and Filippo Festini 
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 65-68.
Historical paper, [Italian] 

I risultati del Premio di laurea “Charles West” 2014
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (2): 69-70.