Children's Nurses-IJPNS Volume 7, Numero 4, Inverno 2015-2016 PDF Stampa E-mail
 
 
Children's Nurses-IJPNS Volume 7, Numero 4, Inverno 2015-2016

La gestione infermieristica dei bambini portatori di drenaggio toracico
Simone Macchi, Laura De Porras Payana
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 112-116.
State-of-the-art, [Italian]
Abstract
La gestione infermieristica del bambino con drenaggio toracico ha lo scopo di ripristinare una adeguata ossigenazione, promuovere la riespansione del polmone e prevenire le complicanze.
Il ruolo degli infermieri nella gestione dei drenaggi toracici richiede una preparazione specifica del personale non solo dei reparti di pediatria ma in tutte le unità in cui si può trovare un bambino portatore di drenaggio toracico, Questo permetterà di gestire il paziente nel miglior modo possibile, nell’ambito di un’equipe multidisciplinare 
Questo articolo descrive lo stato dell’arte della gestione dei drenaggi toracici ma vuol essere soprattutto uno spunto per ulteriori approfondimenti e future ricerche infermieristiche in un settore così delicato.

La Sindrome di Munchausen per Procura: un’indagine tra gli infermieri di area pediatrica
Giulia Bulli, Daniele Ciofi
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 117-119.
Observational Study, [Italian]
Abstract
Introduzione. La Sindrome di Munchausen per Procura (MSbP) è una rara psicopatologia che si traduce e manifesta in una aberrante forma di abuso su minore benché detta sua rarità sia viziata dall’oggettiva difficoltà di diagnosi alla cui base si pone una scarsa conoscenza della patologia stessa. Sulla base di studi stranieri precedenti è stata condotta un’indagine multicentrica a carattere conoscitivo relativa sul grado di conoscenza della MSbP  tra gli infermieri di area pediatrica di tre ospedali toscani.
Materiali e Metodi. La ricerca è stata condotta sulla base di un analogo studio statunitense presso gli ospedali di Santa Maria alla Gruccia del Valdarno, San Donato di Arezzo e Pediatrico Meyer di Firenze nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre 2013, mediante la somministrazione di un questionario diretto agli infermieri delle unità operative di Pediatria Medica e Pronto Soccorso. 
Risultati. Il 52,7% dei 74 soggetti intervistati ha dichiarato di conoscere la MSbP. L’analisi evidenzia una maggior probabilità di trovare conoscenze in soggetti con età inferiore a 30 anni, impiegati in un ospedale pediatrico e con formazione di base di tipo universitario. Il grado di conoscenza generale appare ubiquitariamente scarso, dato che il punteggio atto a valutarlo si attesta sui livelli basso (30,8%) e medio-basso (30,8%). Concetto chiaro è che la MSbP è una forma di abuso su minore classificabile tra le Patologie delle Cure,  mentre sembra meno chiara la distinzione tra le Patologie delle Cure stesse. Dei 12 (16,2%) intervistati che hanno avuto esperienza professionale diretta con la MSbP, solo 4 sono stati attivamente coinvolti nella diagnosi mentre 19 (25,7%) dei 74 totali dichiarano di aver assistito a casi sospetti di MSbP e non diagnosticati come tali. Nel 38,9% dei casi di MSbP risulta che il primo a muovere sospetti è stato un infermiere, avvalorando la tesi secondo la quale l’infermiere competente in materia possa ricoprire un ruolo chiave nel riconoscimento della MSbP, dato confermato con sostanziale unanimità (90,5%) dagli stessi professionisti interrogati in merito. La maggioranza degli infermieri (95,9%) sottolinea la necessità di una formazione specifica.
Conclusioni. La conoscenza della MSbP all’interno della compagine infermieristica è limitata e la necessità di formazione è sentita in primis dagli esponenti della professione stessa; I risultati confermato il ruolo chiave dell’infermiere nel riconoscimento e nella diagnosi precoce.

Raccomandazioni di buona pratica clinica per la gestione e il trattamento della cute neonatale 
Silvia Tengattini, Silvia Ferrario, Luca Giuseppe Re, Elena Bezze
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 120-127.
Review, [Italian]
Abstract
Background. La cute del neonato è fragile e sottile e la sua integrità può essere facilmente compromessa. Le cure prestate per la prevenzione e il trattamento della cute neonatale non sono omogenee e si basano spesso su esperienze personali. 
Obiettivo. Illustrare le attuali raccomandazioni di buona pratica clinica per la gestione e il trattamento della cute del neonato a termine e pretermine. 
Materiali e metodi Revisione narrativa della letteratura con interrogazione di database biomedici, reperimento e analisi della documentazione, sintesi dei risultati principali tramite tabelle sinottiche. 
Risultati. L’ approccio alla cute del neonato ne deve considerare il grado di maturità, che dipende dall’ età gestazionale e postnatale. L’ immaturità della cute nel pretermine lo espone a maggior rischio di lesioni cutanee, di perdita di acqua e calore. E’ consigliato rimandare il primo bagno a 6 ore di vita ed eseguirlo ad immersione in acqua a temperatura controllata; nel neonato a termine sano è necessario solo se la cute è secca, per il pretermine è sufficiente ogni 4 giorni usando acqua sterile, rimuovendo solo gli eccessi di vernice caseosa e risciacquando bene. La cute va asciugata tamponando delicatamente. I principali fattori di rischio per l’ insorgenza della dermatite da pannolino sono l' umidità, le frizioni, l' irritazione da ammoniaca e/o da enzimi fecali; per evitarla occorre effettuare cambi frequenti, usare pannolini superassorbenti con gel e cercare di diminuire la trasmissione di microorganismi enterotossici. Per la prevenzione e il trattamento della cute alterata si possono applicare emollienti senza frizionare; per i prematuri è necessario usare una tecnica sterile ed evitare la contaminazione del contenitore (porzioni monodose). I distretti più comuni di lesioni nelle UTIN sono le estremità, il torace, la schiena e il viso. Per favorire il processo di guarigione è meglio utilizzare nei neonati sistemi permeabili. La medicazione deve essere atraumatica, di facile applicazione, che permetta buona visibilità  e non adesiva. Per favorire la guarigione è consigliato il mantenimento di un ambiente umido, pulito e protetto. Prima di applicare delle sostanze sulla cute è necessario valutarne la tossicità: la cute lesa dei neonati pretermine è a maggior rischio di assorbimento di sostanze di norma non tossiche per i neonati a termine, quindi è necessario limitare il tempo di contatto con gli antisettici e preferire soluzioni acquose. Per prevenire lesioni cutanee da danno termico bisogna ridurre il tempo di contatto con le fonti di calore e/o interporre schermi di sicurezza. La presenza di una ferita chirurgica sulla cute neonatale necessita di una valutazione periodica, sistematica e documentata per evidenziare eventuali segni di infezione. Per prevenire le lesioni da presidi si possono applicare barriere protettive tra la cute e i dispositivi e tra la cute e i cerotti. Il tipo di lesione da pressione più frequente è dovuto alla terapia con CPAP o alla presenza di cannule nasali. La prevenzione comprende un' attenta osservazione, il cambio frequente di posizione dei dispositivi e l’ uso di presidi e/o adesivi trasparenti. Prima di applicare cerotti o adesivi occorre valutarne la necessità e ridurne al minimo l’ utilizzo e le dimensioni (lo strappo di parte dell’ epidermide è la causa più frequente di alterazione della cute dei neonati pretermine). Per la prevenzione di lesioni da frizione è meglio utilizzare lenzuola di cotone e applicare prodotti emollienti. 
Discussione. A differenza dei neonati a termine, l’immaturità cutanea dei soggetti prematuri suggerisce la necessità di prestare cure alla cute adeguate e personalizzate con approcci assistenziali differenti in relazione all’ età gestazionale al fine di prevenire l’ insorgenza di lesioni. Le prove di efficacia presenti in letteratura sono ancora deboli e attendono ulteriori conferme da studi futuri. Sono segnalate significative difformità nelle cure prestate alla cute del neonato, spesso per scarsa diffusione dell’utilizzo di protocolli.

Child and Family-Centered Care (CFCC): uno strumento per analizzare l’attitude dell’infermiere pediatrico 
Annamaria Bagnasco, Fabiana Acampora, Simona Calza, Loredana Sasso
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 128-131
Validation Study, [Italian]
Abstract
Obiettivo. Progettare e testare uno strumento per analizzare l’ “attitude” del professionista alla filosofia della CFCC.
Metodi. I partecipanti allo studio sono: infermieri pediatrici dei reparti di Emato-Oncologia, Trapianto di cellule Staminali Emopoietiche, Dipartimento di Emergenza Accettazione e Dialisi dell’ospedale Gaslini di Genova, aventi un’età compresa tra 36 e 53 anni, un’anzianità di servizio, in media, di 20 anni; quasi tutti in possesso di diploma . Il questionario è stato distribuito in forma cartacea secondo la metodologia del test-retest.
Strumento. Lo strumento Child and Family-centered Care questionnaire - nurses' attitudes (CFCCQ - NA) è stato progettato dopo una ricerca bibliografica. Il livello di misurazione utilizzato è stato quello ordinale, tramite scala Likert a 6 variabili (1=Mai…. 6=Sempre) per ognuno dei 21 items. Lo strumento è composto di due parti: parte anagrafica e corpo del questionario
Risultati. Le risposte date nella seconda somministrazione si sono rivelate coerenti con quelle date nella prima, avvenuta in tempistiche differenti: alla maggior parte di queste è stato dato un valore superiore a 3 e raramente sono stati attribuiti valori bassi (1,2). Inoltre sono state valutate l’affidabilità, grazie al test-retest, e l’omogeneità dello strumento.
Conclusioni. L’Alpha di Cronbach è risultata > 0,9 quindi si può attribuire allo strumento un buon livello di affidabilità e coerenza interna. La CFCC è una filosofia conosciuta e praticata nelle unità coinvolte nello studio ed utilizzarla significa umanizzare la cura, coinvolgendo il bambino e la famiglia: migliora l'adherence e compliance. Coinvolgere significa anche diminuire lo stress, paure e aiuta a migliorare la cura. Questo potrebbe tradursi in una diminuzione dei ricoveri ospedalieri e, non ultimo, una riduzione dei costi.

Incidenza di lesioni della cute dei pretermine in una unità di terapia intensive neonatale
Cristiane Coelho Timbó, Daniela Braga Godinho, Fernanda Cavalcante Fontenele, Maria Rosimar De Jesus Barbosa, Loreto Lancia, Regina Cláudia Melo Dodt, Rebeca Silveira Rocha 
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 132-135.
Observational study, [English]
La cura della cute dei neonati pretermine è una priorità per gli infermieri che lavorano nelle terapie intensive neonatali, allo scopo di ridurre il rischio di sviluppare lesioni durante l'ospedalizzazione. 
Obiettivo. Lo scopo di questo studio è stato di valutare le lesioni cutanee che colpiscono i neonati prematuri in una terapia intensiva neonatale brasiliana.
Materiali e metodi. Studio esplorativo quantitativo descrittivo, svolto per la durata di un mese nel 2014 in una terapia intensiva neonatale di un ospedale pubblico di Fortaleza.  È stato utilizzato un modulo di raccolta dati costruito ad hoc.
Risultati. Il campione ha incluso 27 neonati pretermine che sono stati ricoverati durante il periodo di studio, con 39 lesioni identificate. Sono stati rilevati 12 ematomi (31%), 9 dermatiti da pannolino (22%), cinque iperemie con edema (13%), q4 abrasioni (10%), due eritemi (5%), due Candidosi (5%), due ematomi (5%), una pustola, una cellulite e un emangioma (3%). Gli arti superiori sono il sito di maggior incidenza di lesioni con 17 casi (44%), probabilmente perché sono il luogo di prima scelta per i prelievi di sangue e l'introduzione di presidi per la terapia endovenosa. Si sono registrati inoltre 11 casi (27%) nella regione perianale associati con la presenza di feci liquide, quattro casi (10%) sul volto e quattro casi (10%) sull'addome. Sugli arti inferiori, il torace e la fronte e' stata rilevata soltanto una sola lesione. È stata osservata una predominanza di lesioni con una superficie  superiore a 1 cm² per un totale di 19 casi (50%); la maggioranza di essi aveva una lunghezza massima inferiore a 1 cm. Per quanto riguarda il trattamento, in 21 casi sono stati usati farmaci topici, in nove casi c'è stata semplice osservazione dell'evoluzione della lesione.
Discussione. E’ necessaria una crescente attenzione alla cura della cute dei neonati prematuri non solo Per quanto riguarda il trattamento ma soprattutto per la prevenzione

La transizione di ruolo dall’assistenza all’adulto all’assistenza al bambino: studio fenomenologico descrittivo 
Diana Cerne, Carmen Torraco, Marco Petean, Angelo Dante
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 136-139.
Qualitative study, [Italian]
Abstract
In Italia, l’assistenza infermieristica pediatrica è largamente garantita da infermieri generalisti esperti nell’assistenza all’adulto. Conoscere il vissuto degli infermieri che transitano verso l’ambito pediatrico è utile alle organizzazioni sanitarie per ottimizzare la gestione delle risorse umane e migliorare la qualità assistenziale erogata. 
Materiali e metodi. E’ stato condotto uno studio fenomenologico descrittivo su 18 infermieri arruolati con campionamento a palla di neve. 
Risultati. Le principali motivazioni alla transizione verso l’assistenza pediatrica sono state la demotivazione e la presenza di limitazioni funzionali. Il processo di transizione è stato accompagnato da emozioni contrastanti mentre i ridotti livelli di abilità ed esperienza nell’ambito pediatrico hanno reso difficile l’integrazione iniziale. I partecipanti hanno percepito una ridotta utilità delle competenze possedute. La transizione è avvenuta generalmente in modo destrutturato. 
Discussione. L’assistenza al bambino implica il possesso di specifiche competenze. I risultati dello studio stimolano l’innalzamento dei livelli di attenzione al processo di transizione da parte della leadership infermieristica. 
Conclusioni. La transizione dall’assistenza all’adulto a quella pediatrica necessita di essere adeguatamente governata dal punto di vista organizzativo anche attraverso percorsi d’inserimento strutturati. Saranno utili ulteriori contribuiti di ricerca orientati alla documentazione dell’associazione tra processo di transizione verso l’ambito pediatrico ed esiti assistenziali.

La traduzione italiana di “How to Nurse Sick Children”. Ultima parte
Cecilia Spinelli Bini, Filippo Festini
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2015; 7 (4): 140-141.
Historical paper, [Italian]