Children's Nurses-IJPNS Volume 8, Numero 1, Primavera 2016 PDF Stampa E-mail
Children's Nurses-Italian Journal of Pediatric Nursing Science, Volume 8, Numero 1, Primavera 2016
  
 
 
Charles West, il padre dell’Infermieristica Pediatrica moderna
Cecilia Spinelli Bini, Filippo Festini
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 4-6.
Historical Paper, [Italian]
Abstract.
Nel 2016 ricorre il 200° anniversario della nascita di Charles West.
Charles West è universalmente riconosciuto come un pioniere della pediatria e un filantropo che ha dedicato tutta la sua vita al benessere dei bambini; cercò, infatti, per tutta la sua vita di migliorare la cura delle malattie dei bambini e di mettere in discussione una cultura in cui il bambino, essere umano incompleto e imperfetto, era di fatto al gradino più basso della scala sociale.
Egli però è anche a ragione considerato il padre dell’infermieristica pediatrica perché fu il primo che sostenne l’importanza fondamentale, per l’efficacia delle cure, di una solida preparazione -e di una preparazione specifica- per le infermiere pediatriche. Il suo testo “How to Nurse Sick Children” segna l’inizio dell’infermieristica pediatrica come disciplina assistenziale   
 
Gestione del neonato in ventilazione meccanica. Revisione delle evidenze
Daniela Magnani, Silvia Sgarzi, Cristian Palazzolo, Paola Ferri
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 7-9.
Review, [Italian]
Abstract 
Introduzione. La ventilazione meccanica è una pratica ampiamente adottata per i neonati con insufficienza respiratoria, in particolar modo per quelli nati prematuramente. È quindi necessario che gli interventi infermieristici erogati, siano costantemente aggiornati e in linea con le migliori prove di efficacia. Scopo della revisione è stato l’aggiornamento delle evidenze riferite agli interventi infermieristici più comunemente erogati nell’assistenza ai neonati in ventilazione meccanica.
Materiali e Metodi. È stata effettuata una revisione della letteratura consultando le banche dati MEDLINE, CINAHL, Embase e Cochrane Library, Sono stati selezionati Randomized Controlled Trials (RCT), studi quasi-sperimentali e Revisioni Sistematiche pubblicati tra il 2000 e il 2013, senza limiti di lingua, riportanti risultati significativi in merito a interventi di cui è stata testata l’efficacia. 
Risultati. In questa revisione sono state identificate e descritte le prove di efficacia riguardanti il mantenimento della pervietà delle vie aeree, il miglioramento degli scambi gassosi, il controllo e la riduzione del dolore, la prevenzione delle infezioni, in particolare delle VAP e l’assistenza durante lo svezzamento dal ventilatore. 
Conclusioni. Nonostante la presenza di un’ampia letteratura scientifica in questo settore, gli studi di buona qualità sono scarsi e le evidenze a supporto dell’efficacia di determinati interventi, non sempre sono forti. Sono necessari ulteriori studi controllati e randomizzati o prospettici ben disegnati, con gruppo di controllo, con campioni ampi.

La transizione dell’infermiere generalista dall’assistenza al paziente adulto a quello pediatrico: percorso di mentoring e formazione
Diana Cerne, Maria Chiara Calligaris, Anna Crocetta, Annamaria Deltin, Rita Stanic, Marco Petean
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 10-14.
Professional experience, [Italian]
Abstract 
I minori hanno diritto ad essere curati ed assistiti da medici, infermieri e altri professionisti sanitari che abbiano una specifica formazione di base o una specializzazione post laurea in ambito pediatrico e adolescenziale. Tuttavia, nelle aziende sanitarie, per la carenza di infermieri pediatrici o per motivi organizzativi, è usuale destinare gli infermieri generalisti all’assistenza pediatrica. Nella maggior parte dei casi, si tratta di infermieri esperti nell’assistenza all’utente adulto, che effettuano la transizione verso l’assistenza al paziente pediatrico. 
Obiettivo del progetto. L’obiettivo di questo progetto è stato quello di favorire l’inserimento dell’infermiere generalista nelle Strutture Operative di Pediatria, tramite l’acquisizione entro un tempo predeterminato di sei mesi, delle competenze di base in ambito neonatologico e pediatrico, tramite la creazione di un percorso di mentoring e di formazione. 
Metodologia. Il progetto ha previsto l’implementazione di una procedura di transizione che prevedeva l’utilizzo di diversi strumenti: il profilo delle competenze di base dell’infermiere in ambito neonatale e pediatrico, le schede di autovalutazione del neo inserito e di guida per il tutor. 
Risultati. Al termine del percorso, gli infermieri hanno valutato il progetto di inserimento, tramite la compilazione di uno strumento di gradimento. Il percorso progettuale ha evidenziato l’importanza di prevedere un programma di inserimento strutturato dell’infermiere generalista nell’ambito delle cure pediatriche, al fine di garantire una transizione efficace con l’aumento di conoscenze ed abilità in ambito pediatrico e conseguente miglioramento degli esiti assistenziali sul bambino.

Studio trasversale sulle conoscenze e i preconcetti delle mamme riguardo al dolore nei bambini
Francesca Meoli, Filippo Festini
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 15-18.
Cross-sectional Study, [Italian]
Abstract 
Introduzione. Numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato in anni recenti  l’inconsistenza di molte credenze erronee sul dolore dei bambini. Esistono pochi dati sulla diffusione di queste conoscenze tra i genitori dei bambini.  
Obiettivo. Valutare le conoscenze e gli eventuali pregiudizi delle madri riguardo al dolore nei bambini ed esplorare eventuali differenze tra le madri su questo argomento, secondo alcune caratteristiche socio-anagrafiche delle stesse. Lo studio ha anche lo scopo di capire quali sono le principali tecniche utilizzate per alleviare il dolore dei bambini in ambito domestico e quanto, secondo le madri dei bambini ospedalizzati, sia stato fatto dal personale sanitario per alleviare il dolore del proprio figlio.
Materiali e metodi. Studio trasversale osservazionale e di correlazione. Un questionario ad hoc composto da 35 domande a risposta aperta o chiusa è stato somministrato a mamme di lingua italiana con campionamento accidentale.  
Risultati. Sono state reclutate 168 mamme, con età media di 40,3 anni. Sono stati individuati alcuni preconcetti ancora vivi riguardo al dolore del bambino: il 73, 2 % delle madri ritiene che il bambino qualche volta faccia finta di provare dolore; il 62,6 % delle mamme pensa che dare il ciuccio al proprio figlio non sia utile a ridurre il dolore; il 78,2 % delle intervistate sostiene che attaccare il figlio al seno non sia utile ad alleviare il dolore; infine il 62,5 % ha affermato che dare uno "sculaccione" ogni tanto può essere utile. È emerso inoltre un ampio utilizzo di farmaci in caso di dolore: il 44,9% delle intervistate utilizza un antidolorifico in caso di dolore alle orecchie. L'82% delle mamme si ritengono soddisfatte del trattamento del dolore che il proprio figlio ha ricevuto quando è stato ricoverato in ospedale. Tra le madri più anziane e quelle più giovani è emersa una differenza significativa per quanto riguarda la percezione di utilità delle punizioni corporali (p=0.01). Le madri laureate e le madri che hanno avuto un bambino ospedalizzato mostrano un grado di accordo significativamente più basso con le affermazioni "E' importante educare i bambini a sopportare il dolore fin da piccoli" e "E' meglio non dare farmaci contro il dolore ai bambini", rispetto alle altre mamme (p=0.01 e p=0.01).
Conclusioni. Dalla ricerca è emerso un certo grado di cambiamento di conoscenze tra le mamme nel corso di una generazione: le madri più giovani  sembrano avere meno preconcetti; l'istruzione  della madre e l'ospedalizzazione del figlio sembrano incidere positivamente sulla comprensione di alcuni aspetti del dolore.

L’assistenza al bambino cardiopatico con supporto ventricolare Berlin Heart
Eleonora Carpaneta, Flaminia Passi
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 19-21.
State-of-the-art paper, [Italian]
Abstract 
In questo articolo verrà affrontata l’assistenza al bambino con supporto ventricolare: il Berlin Heart (BH); un sistema paracorporeo elettropneumatico di assistenza ventricolare, utilizzabile sia per l’assistenza monoventricolare che per l’assistenza biventricolare per i pazienti candidati al trapianto (BTT), per i pazienti in cui c’è la necessità di ridurre il carico di lavoro cardiaco (BTR) e nei pazienti in cui sussiste una controindicazione al trapianto ed è pertanto necessaria un’assistenza circolatoria meccanica a tempo indeterminato (DT).
La fase di assistenza pre-operatoria al paziente cardiopatico avviene in regime di ricovero ospedaliero. A livello clinico prevede una profilassi antibiotica per prevenire le infezioni e l’esecuzione di tampone nasale per l’identificazione di pazienti portatori di Stafilococco aureo meticillino-resistente. Altri aspetti importanti nell’indicazione all’assistenza sono quelli psicologici, organizzativi: un corretto supporto psicologico aumenta le compliance del paziente e della sua famiglia.
Nella fase dell’assistenza post-operatoria i pazienti assistiti con Berlin Heart devono essere mantenuti sotto terapia anticoagulante e inibitoria dell’aggregazione piastrinica. Molto importante, inoltre, nell’assistenza infermieristica, sono la gestione della medicazione, il controllo della pompa emodinamica e delle cannule.

Nessuna sostanza è innocua: avvelenamenti ed intossicazioni in ambito pediatrico
Debora Di Leo, Barbara Cantoni, Martina Clerici
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 22-26.
Cross-sectional study, [Italian]
Abstract 
Background. Il recente aumento dell’incidenza sulla casistica delle strutture di primo soccorso dei casi di intossicazioni/avvelenamenti pediatrici, in particolare di origine domestica, suggerisce che tale fenomeno, benché in crescita, è ancora per lo più misconosciuto al pubblico. È lecito, quindi, supporre che gli usuali supervisori dei bambini non abbiano un’idonea conoscenza dell’argomento né la capacità di intervenire adeguatamente qualora ci sia la necessità.
Obiettivo. Indagare le conoscenze di una coorte di convenienza sulla tossicità reale o potenziale di alcune sostanze e rilevare gli interventi eventualmente messi in atto in caso di intossicazione.
Materiali e metodi. Studio delle fonti bibliografiche e analisi dei dati epidemiologici del Pronto Soccorso Pediatrico De Marchi. Somministrazione di un questionario costruito ad hoc, i cui risultati, raccolti in un apposito database, sono stati sottoposti ad analisi quali-quantitativa.
Risultati. I dati ottenuti hanno confermato che la popolazione ha una conoscenza scarsa e confusa sull’argomento. Per esempio, il 77% dei campioni considera le pillole anticoncezionali tossiche, dimostrando di non essere al corrente della NON tossicità della sostanza. O ancora solo un 34% ritiene le pillole contenenti ferro tossiche, ma senza sapere effettivamente quanto possano esserlo e supponendo che servirebbe un grande sovradosaggio per ottenere un effetto tossico. Inoltre, il Centro Antiveleni, nonostante l’utilità della consulenza per il buon esito del caso, risulta scarsamente considerato, con valori medi del 10,75% di chi ne usufruirebbe, rispetto al 36,25% di chi consulterebbe il pediatra e il 26% che ricorrerebbe al Pronto Soccorso.
Discussione e conclusioni. Emerge l’opportunità di sottoporre la popolazione ad un’istruzione di base sulle fonti tossicologiche, insegnando loro poche ma fondamentali regole da mettere in atto in caso di intossicazione pediatrica.

Caratteristiche ed efficacia degli interventi di Comunicazione Aumentativa Alternativa in bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico
Carlotta Nicoli, Luca Giuseppe Re, Elena Bezze
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (1): 27-34.
Review, [Italian]
Abstract 
Introduzione. Uno dei principali problemi dei bambini affetti da Disturbi dello Spettro Autistico (DSA) è la difficoltà a comunicare con persone del proprio ambiente di vita. Le tecniche di Comunicazione Aumentativa Alternativa (AAC) possono essere un valido supporto per aiutarli a sviluppare forme di comunicazione alternative e/o complementari al linguaggio verbale. 
Scopo. Illustrare le caratteristiche e l'efficacia degli interventi di AAC in bambini con DSA. 
Materiali e metodi. Revisione narrativa della letteratura con interrogazione di database biomedici, consultazione di testi e specifici siti web; reperimento, analisi e sintesi per tabelle sinottiche dei documenti pertinenti. 
Risultati. Le tecniche di AAC contribuiscono a migliorare le abilità espressive e comunicative dei bambini con DSA. Possono essere proposte con o senza dispositivi esterni facilitanti. 
Discussione. Ogni intervento di AAC per essere efficace deve essere personalizzato, dinamico, tempestivo, completo, erogato da una équipe multiprofessionale, intensivo e centrato sulla famiglia; deve poter incidere sui diversi ambienti di vita del bambino. Gli interventi di AAC aumentano, migliorano, accrescono la comunicazione naturale, incoraggiano e sostengono la comunicazione e la relazione del bambino con DSA. 
Conclusioni. Le tecniche di Comunicazione Aumentativa Alternativa hanno le potenzialità per essere uno strumento efficace se attuate all’ interno di un progetto riabilitativo personalizzato, con il coinvolgimento di familiari e caregivers, tramite iniziative di formazione specifica indirizzate a molti più contesti e figure professionali rispetto a quanto avviene attualmente. Occorrono ricerche ulteriori sugli effetti a lungo termine determinati da interventi di AAC.