Children's Nurses-IJPNS Volume 8, Numero 2, Estate 2016 PDF Stampa E-mail

Children's Nurses-IJPNS Volume 8, Numero 2, Estate 2016

 

Il contributo di Charles West allo sviluppo dell’odierna assistenza ai bambini malati  

Edward Alan Glasper

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 40-43

Historical Paper, [Italian]

In questo articolo viene discusso il significativo contributo che Charles West ha dato allo sviluppo della pediatria e dell’assistenza infermieristica durante il 19° secolo e il suo legame con l’assistenza contemporanea  ai bambini malati.

 

Formazione in infermieristica pediatrica: una valutazione etica

Valentina Montani

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 40-43

Observational study [Italian]

Il profondo cambiamento dei bisogni assistenziali dei bambini, a fianco del recente dibattito sui profili delle professioni sanitarie, delinea percorsi di ricerca riguardanti le competenze e responsabilità della professione infermieristica in area pediatrica. Con l’obiettivo di studiare le modalità formative in assistenza pediatrica ed i valori da essa trasmessi è stata condotta un’analisi etica attraverso una ricerca bibliografica in letteratura e una ricerca descrittiva attraverso un questionario on-line inviato a infermieri con ruoli di Coordinamento o Tutoring presso i Corsi di Laurea in Infermieristica ed Infermieristica Pediatrica italiani. Dalla valutazione etica dei rispondenti emergono l’importanza di tutelare il bambino ricoverato in ospedale e la necessità di conoscenze specialistiche nel settore. Lo studio approfondito delle caratteristiche dei bambini malati e la tutela dei loro diritti e bisogni, infatti, risulta essenziale per sviluppare competenze adatte a garantir loro un’assistenza di qualità.

 

La presa in carico di un bambino disabile da parte dei genitori: quali interventi infermieristici sono possibili per migliorarla?

Paola Merati

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 46-48.

Review, [Italian]

Obiettivo. Oggetto di questa ricerca bibliografica sono gli interventi infermieristici per favorire la diminuzione e la gestione dello stress nei genitori di bambini con grave disabilità psicofisica. La ricerca ha riguardato in particolare le soluzioni a problematiche assistenziali, psicologiche e sociali, finalizzate a una miglior presa in carico del bambino,  alla tutela della salute psicofisica della famiglia, alla riduzione dei fattori di stress della stessa e alla capacità di mettere in atto strategie di coping efficaci. Risultati. La letteratura mostra come interventi infermieristici efficaci il sostegno precoce e il monitoraggio continuo dei familiari, l’insegnamento di strategie di coping finalizzate allo sviluppo della resilienza, le attività di formazione ed indirizzo, il supporto della comunicazione tra genitore e professionista della salute e tra genitore e figlio disabile. Discussione. La letteratura scientifica sull’efficacia degli interventi infermieristici a supporto delle famiglie di bambini disabili è ancora limitata ed è necessario lo sviluppo di ulteriori studi. Scarseggiano inoltre scale di valutazione, linee guida e protocolli, oltre che una scala di valutazione dello stress genitoriale universalmente applicabile.

 

La polisonnografia nel bambino

Luca Vannucchi

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 49-51.

Technical Report [Italian]

Lo Studio Polisonnografico è l’esame Gold Standard nella diagnosi di OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome) e come indagine secondaria agli episodi di sospetta ALTE (Apparent Life-Threatening Event) che nel lattante costituisce il principale fattore di rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), evenienza tutt'oggi ancora presente in maniera allarmante nei primi sei mesi di vita del bambino, nonostante il miglioramento delle campagne di prevenzione ed educazione rivolte ai genitori. Questo articolo vuole descrivere la procedura pratica di svolgimento della polisonnografia nel momento in cui il medico ritiene necessario eseguire questo esame a scopo diagnostico sul bambino o sul lattante, in ambito ospedaliero, per accertare la presenza di apnee centrali od ostruttive.

 

Le conoscenze degli adolescenti sulla sessualità: uno studio osservazionale

Elisa Perini, Flavia Prodam, Rosina Di Bella

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 52-56.

Cross-sectional study[Italian]

Obiettivo. Indagare le conoscenze degli adolescenti riguardo la sessualità, in particolare studiando i comportamenti che essi attuano per prevenire le malattie a trasmissione sessuale e le gravidanze non programmate. Materiali e Metodi. Il campione in studio ha incluso gli adolescenti che frequentano il secondo anno di due Scuole Medie Superiori della città di Novara. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad un questionario, validato dall’Istituto Superiore della Sanità (ISS) “Salute riproduttiva tra gli adolescenti: conoscenze, attitudini e comportamenti”. Risultati. Lo studio ha incluso 256 ragazzi. L’86.0% degli intervistati riteneva necessaria una educazione sessuale, ai fini di maggiore consapevolezza e rassicurazione (89.0%), da intraprendere sin dalle Scuole Medie Inferiori (61.6%) da un team extra-scolastico di esperti (86.4%). Gli intervistati presentavano scarsa conoscenza dell’esistenza o meno di servizi presenti sul territorio, quali il consultorio, (56.0%). E’ risultata una buona conoscenza della fisiologia riproduttiva, mentre scarsa l’informazione sui metodi contraccettivi, ad eccezione del preservativo, e sulle malattie sessualmente trasmissibili, ad eccezione dell’AIDS. Conclusioni. Dall’indagine è emersa una conoscenza medio-bassa degli adolescenti relativamente ai contraccettivi ed alle malattie sessualmente trasmissibili, ad eccezione dell’AIDS. Gli stessi intervistati hanno inoltre dichiarato la necessità di ricevere un’educazione sessuale, in ambiente scolastico con interventi di esperti, per una maggiore autoconsapevolezza.

 

Human Papilloma Virus Vaccine: the obstacles of adolescent girls and their parents and the opinions of health professionals

Giulia Mea, Antonella Petri, Rosina Di Bella

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 57-60.

Cross-sectional study, [Italian]

Introduzione: Il virus del papilloma umano (HPV) è considerato causa necessaria di cancro alla cervice uterina. A tal proposito sono stati introdotti nuovi strumenti di prevenzione quali il pap test e la vaccinazione. Materiali e metodi: Dalla ricerca bibliografica è emerso che esiste una bassa aderenza alla vaccinazione anti HPV. In questo studio trasversale sono stati analizzati: I dati di copertura vaccinale nel Piemonte, le conoscenze su HPV/vaccinazione delle adolescenti di terza media ed i loro genitori mediante la somministrazione di questionari e le opinioni dei pediatri sull’adesione alla campagna vaccinale tramite somministrazione di questionari a risposta multipla. Risultati: Dai dati del SeREMI del periodo 2008-2013 è emerso che tra le ragazze novaresi la percentuale di aderenza alla vaccinazione anti HPV è di  69,71-81,06%  rispetto a quella torinese che è 60-66,15%. I dati di coperture vaccinali corrispondono con quelli dichiarati dalle adolescenti di terza media e genitori. Le adolescenti e i genitori che hanno risposto al questionario hanno dichiarato di conoscere il vaccino HPV (entrambi i gruppi 93%) ma 1/3 delle adolescenti non conosce le patologie causate dall’HPV. Il 100% dei pediatri raccomandano la vaccinazione e ritengono fondamentale instaurare un buon rapporto di fiducia coi genitori/adolescenti. Conclusione: Le prospettive future sono: approfondimenti in corsi di educazione sessuale su patologie causate da HPV e vaccino, estendere lo studio a tutte le realtà piemontesi per avere un confronto con l’intera regione ed aumentare il rapporto di fiducia tra operatori sanitari e genitori/adolescenti.

 

Conoscenza delle manovre di disostruzione pediatrica nelle scuole: uno studio osservazionale

Alessia Marino

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 61-62.

Cross-sectional study, [Italian]

L‘aspirazione di un corpo estraneo nelle vie respiratorie dei bambini rappresenta una situazione di emergenza che espone il soggetto a rischio di vita. E’ di fondamentale importanza che tutti coloro che si prendono cura del bambino durante il giorno abbiano la preparazione necessaria a gestire in modo efficace la disostruzione, in particolare gli insegnanti e gli operatori delle scuole frequentate dal bambino. Obiettivo. L’obiettivo di questo studio è stato quello di stimare il grado di conoscenza del personale scolastico rispetto alle manovre di disostruzione pediatrica. Metodi. Studio trasversale mediante somministrazione di questionario ad hoc. Risultati. Hanno partecipato 125 insegnanti ed operatori di 8 scuole (asili nido, scuole dell’infanzia e scuole primarie. Soltanto tra il 16 ed il 25% dei partecipanti hanno frequentato un corso per le manovre pediatriche di disostruzione delle vie aeree. Tra il 73 ed il 91% dei soggetti hanno dato risposte errate a domande specifiche su diversi aspetti del soccorso in caso di inalazione di corpo estraneo. Discussione. Lo studio evidenzia una conoscenza insufficiente del personale delle scuole riguardo le manovre di disostruzione.

 

Ruolo, conoscenze, competenze dell’infermiere pediatrico nell’assistenza al bambino con Diabete Mellito tipo 1 portatore di microinfusore

Martina Bignoli, Maria Luisa Farinetti

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 63-65.

Cross-sectional study, [Italian]

Introduzione. Il microinfusore è una piccola pompa che rilascia insulina ad azione ultra rapida in modo continuo e sostituisce le iniezioni sottocutanee giornaliere nel paziente con Diabete Mellito tipo 1. Il bambino portatore di microinfusore ha bisogno di un’educazione terapeutica mirata e specifica. L’infermiere ha il dovere di mettere il bambino e la sua famiglia nella condizione di poter acquisire tutte le conoscenze, le capacità e le abilità richieste per una gestione il più possibile autonoma della malattia. Da qui l’interesse di indagare le conoscenze, le competenze che l’infermiere deve acquisire e il suo ruolo nell’assistenza al bambino con Diabete Mellito tipo 1 portatore di microinfusore. Obiettivo. Indagare le conoscenze e le competenze acquisite dagli infermieri riguardo il microinfusore e il loro ruolo nell’assistenza a tale paziente. Materiali e Metodi. La popolazione d’indagine è composta dal personale infermieristico operativo presso il reparto di degenza, l’ambulatorio e il day-hospital di Diabetologia dell’OIRM di Torino, per un campione totale di 30 professionisti. Lo strumento utilizzato per lo studio è stato un questionario predisposto ad hoc composto da un totale di 12 quesiti, di cui 8 domande a risposta chiusa e 4 a risposta aperta. Risultati. Dei 30 questionari distribuiti solo 11 sono pervenuti interamente compilati e 7 compilati esclusivamente nella parte delle domande a risposta chiusa, per un totale di 18 questionari analizzati. Oltre alla mancata compilazione di alcuni quesiti si è constatata anche una discordanza di pareri tra il personale intervistato, in particolare per quanto concerne le responsabilità dell’infermiere e il ruolo della figura infermieristica nell’addestramento e nell’educazione terapeutica al paziente e alla famiglia. Conclusioni. Questa indagine ha permesso di constatare come, limitatamente alla realtà presa in considerazione nello studio, l’infermiere pediatrico, nell’assistenza al paziente diabetico portatore di microinfusore, non abbia ancora raggiunto completamente gli obiettivi relativi alla propria affermazione professionale ed all’esercizio dell’autonomia prevista dal Codice Deontologico, pertanto il suo ruolo risulta ancora non ben consolidato e preciso.

 

Risultati del Premio di laurea “Charles West” 2015 

Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2016; 8 (2): 66.