Children's Nurses-IJPNS Volume 9, Numero 1, 2017 PDF Stampa E-mail
 
Gestione e cura del fissatore esterno nel trattamento delle fratture scomposte in età pediatrica 
Giuntini L, Fontanelli F, Basciano S.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 4-6.
Review [Italian]
Abstract
La fissazione esterna è una procedura ortopedica di osteosintesi utilizzata per il trattamento delle fratture scomposte delle ossa lunghe. Una corretta gestione e cura del fissatore esterno è fondamentale per diminuirne le complicanze, la cui più comune è l’infezione del sito di inserzione delle viti ossee che, se non trattata, può portare ad una osteomielite.
Educare ad una corretta medicazione oltre a diminuire il rischio di infezione migliora anche il comfort e l’autonomia del bambino. La letteratura scientifica su questo argomento è però scarsa e discordante nell'ambito pediatrico che spesso viene accomunato a quello adulto.
In questa revisione della letteratura abbiamo preso in esame le ultime evidenze scientifiche disponibili per individuare delle indicazioni pratiche per i genitori dei bambini portatori di fissatore esterno

Trattamento del dolore da procedura in Pronto Soccorso: l’utilizzo del LAT-gel nella sutura delle ferite cutanee 
Valleferro S.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 7-9.
Review [Italian]
Abstract
Uno degli aspetti più importanti da tenere presente nella pratica quotidiana di un ospedale pediatrico è sicuramente prevenire il dolore da procedura che, assieme alla componente emotiva sia dei bambini sia degli adulti che li accompagnano, rende spesso difficoltoso il lavoro dell’operatore sanitario. Fortunatamente ad oggi abbiamo molti strumenti per la gestione di questo particolare tipo di dolore, tanto che un loro non-utilizzo risulterebbe poco giustificabile ed attribuibile solo a carenze culturali ed organizzative. 
Uno fra questi è il LAT-gel, che si inserisce nell’ambito specifico della sutura delle ferite cutanee, motivo di frequente accesso nei Pronto Soccorso pediatrici. L’acronimo sta per Lidocaina-Adrenalina-Tetracaina e consiste in una formulazione in gel composta appunto dai tre farmaci citati. Il costo è ridotto, la preparazione viene generalmente confezionata dalle farmacie degli ospedali che lo utilizzano in siringhe pre-riempite che contengono dai 2,5 ai 3 ml di prodotto. Il gel ottenuto viene applicato direttamente sulla ferita e sfrutta così l’azione analgesica immediata della Lidocaina combinata con quella a lungo termine della Tetracaina, a cui viene aggiunta l’azione di vasocostrizione e di emostasi dell’Adrenalina.  Il gel anestetico deve essere direttamente applicato sulle ferite rispettandone il dosaggio (per età del paziente e cm di ferita) e deve essere coperto con materiale non assorbente. 
Dopo essere stato mantenuto in sede per almeno 30 minuti, la sutura deve essere eseguita nei minuti successivi alla rimozione del farmaco, tenendo conto che la sua azione svanisce nel giro di 15 minuti.Tale preparazione ha lo scopo di sostituire l’iniezione peri-lesionale di Lidocaina 1% , manovra di per sé dolorosa e causa di ansia aggiuntiva, garantendone la stessa efficacia e migliorando di gran lunga la compliance dei piccoli pazienti che la utilizzano, come si pu  evincere dagli studi analizzati. Nel caso poi dovesse essere necessaria una successiva anestesia con iniezione di Lidocaina, la manovra risulterebbe a questo punto molto più tollerabile od addirittura indolore, trasformando la sutura cutanea in una tecnica “pain-free”. 

Scale per la valutazione dei rischi in pediatria. Analisi della letteratura e survey sul loro utilizzo in Italia 
Ciofi D, Brogi L, Coli B.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 10-14.
Review [Italian]
Abstract
Gli strumenti di valutazione del rischio per il paziente pediatrico nella pratica clinica italiana sono scarsi e poco attendibili.
Generalmente vengono usate scale costruite per l’adulto o strumenti derivanti dal mondo anglosassone per cui è stata attuata solo una traduzione in lingua italiana. 
Questo uso di strumenti inappropriati e/o non validati porta ad una scorretta valutazione del rischio per il bambino italiano causando interventi sbagliati e/o inutili. 
E’ stata realizzata un’indagine mediante un survey telematico in alcuni dei più importanti poli pediatrici italiani per conoscere quali scale per la valutazione del rischio vengano usate nelle pediatrie italiane.
L’ospedale pediatrico Meyer e il Gaslini si stanno impegnando nel processo di validazione di scale: il primo per la scala Humpty Dumpty e per la scala Glamorgan, mentre il secondo per la CHAMPs.
Per poter erogare un’assistenza di qualità ed affrontare con competenza i bisogni specifici del bambino è necessario adoperare strumenti scientificamente provati. Si sottolinea la necessità di ulteriori studi in questo campo.
 
Il ricircolo fecale nel neonato enterostomizzato 
Alessandrini M.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 15-19.
Review [Italian]
Abstract
Introduzione. I neonati ai quali viene confezionata un’enterostomia sono soggetti a possibili complicanze, una di queste è l’eccessiva perdita di liquidi ed elettroliti, la quale comporta un non assorbimento delle sostanze nutritive per la crescita. Questa review intende valutare l’effettiva efficacia del ricircolo fecale (RF) evidenziandone le modalità di realizzazione, i benefici e le possibili complicanze 
Materiali e metodi. E’ stata eseguita una revisione sistematica della letteratura in merito alla pratica del RF nei neonati; i vari articoli sono stati valutati principalmente in base a fattori temporali e rilevanza del campione preso in considerazione nello studio.  
Risultati. Non è stato possibile identificare degli studi randomizzati controllati in merito a questa tecnica, la bibliografia si compone principalmente di case report (30%) e revisioni retrospettive (30%); quasi la totalità degli articoli (97%) afferma che il RF è una tecnica efficace e sicura. 
Conclusioni. L’utilizzo del ricircolo fecale si è dimostrato essere efficace nel far fronte alle possibili complicanze dei neonati portatori di un’enterostomia, apportando dei benefici in termini di crescita ponderale, svezzamento precoce dalla nutrizione parenterale, migliori outcome nel post-operatorio in seguito a ricanalizzazione. E’ necessario realizzare degli studi randomizzati controllati su un campione più ampio per comprovarne ufficialmente l’efficacia ed escludere eventuali effetti collaterali.   

Studio osservazionale sulla qualità di vita delle persone affette da talassemia 
Mungai S, Gheri C, Lenzi Aliquò L, Ciofi D.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 20-26.
Cross-sectional study [Italian]
Abstract
La Talassemia è una malattia che suscita poco interesse, soprattutto per quanto riguarda l’ambito infermieristico; In particolare, sono temi non frequentemente indagati dalla ricerca la qualità di vita del soggetto talassemico e i fattori che la influenzano
Obiettivo. Indagare la qualità della vita percepita da un gruppo do soggetti con Talassemia.
Materiali e Metodi Studio osservazionale trasversale con campionamento di convenienza su una popolazione di riferimento di soggetti talassemici, utilizzando un questionario ad hoc ed il questionario SF-12.
Risultati. Hanno partecipato allo studio 28 soggetti (57% F, 43% M). L’82% deve trasfondere all’incirca ogni 20 giorni, il 4% ogni 30 giorni e il 14% oscilla tra i 15-18 giorni, perciò è necessario che gli orari delle visite non ostacolino troppo la vita quotidiana individuale. Il 54% dei soggetti definisce la propria salute passabile, il 32% buona, l’11% molto buona ed il 3% scadente; per nessuno dei soggetti è eccellente. Per quanto concerne l’interferenza del dolore nelle normali attività, il 58% ha risposto “un po”, l’11% “molto”. Lo stato d’animo prevalente nell’ultimo mese “calmo e sereno” per molto tempo nel 32% dei soggetti, il 43% si sente quasi mai “pieno di energia” ed il 46% è “scoraggiato e triste” per una parte del tempo; chi presenta quest’ultima tipologia di umore ha “molto” dolore (66,67%) o un “po” (60%). La salute fisica o lo stato emotivo sembrano interferire nelle attività sociali e di famiglia “una parte del tempo” (37%) o “quasi mai” (33%); Percentuali non trascurabili degli intervistati hanno asserito di provare limitazioni nello svolgimento di attività a moderato impegno fisico (es. spostare un tavolo, fare un giro in bicicletta…). Per quanto riguarda la relazione assistenziale instauratasi con il personale sanitario, la maggioranza del campione sostiene che sia “molto importante” che i sanitari siano disponibili ad ascoltare i pazienti, attenti alle loro esigenze ed interessati ai problemi di salute. 
Conclusioni. Dallo studio sono emerse alcune problematiche assistenziali, per le quali si propongono strategie di intervento. La presenza all’interno del setting, di un infermiere specifico per il trattamento e l’assistenza dei pazienti talassemici, così come quella di uno psicologo, potrebbero essere utili in termini di migliore compliance clinica e di empatia relazionale, per promuovere un migliore adattamento alla malattia. Inoltre sarebbe auspicabile un’adeguata e costante freschezza delle emazie trasfuse, in modo da evitare l’aumento della richiesta trasfusionale e del conseguente sovraccarico di ferro nel paziente.
 
Strumenti di allerta in pediatria: i Pediatric Early Warning Scores 
Cologna S, Perricelli M.
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2017; 9 (1): 27-31.
Review [Italian]
Abstract
Il precoce riconoscimento del deterioramento clinico nel bambino ospedalizzato è stato identificato come un fattore in grado di prevenire gli episodi di arresto cardiaco e di conseguenza ridurre la mortalità dei piccoli pazienti.
Per tale motivo negli ultimi anni sono stati creati dei sistemi di allarme precoce in grado di identificare il grado di compromissione del bambino ricoverato in ambiente ospedaliero al di fuori della terapia intensiva. Si tratta di score clinici basati sulla rilevazione di parametri cardiocircolatori, respiratori e neurocognitivi. Il sistema più diffuso, semplice e affidabile è il “Pediatric early warning score”, il quale permette di riconoscere i bambini instabili prima del loro deterioramento e quindi di attivare tempestivamente un'equipe dedicata alla gestione delle emergenze.
In questa revisione della letteratura viene presa in esame l'efficacia delle scale di “warning” nell'identificare rapidamente un peggioramento clinico da parte del personale infermieristico e quindi nel migliorare gli outcomes sui pazienti
pediatrici.