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Il quadro normativo delle professioni infermieristiche nell'area pediatrica in Italia

L'ordinamento italiano, alla luce dello sviluppo storico delle due discipline assistenziali, ha recepito l'esistenza di due diverse professioni fin dal 1940 con la Legge 1098, che prevedeva la figura della Vigilatrice d'Infanzia accanto a quella di Infermiere Professionale. Nel 1955 sono stati istituiti i collegi professionali provinciali Ipasvi, riuniti in una federazione nazionale. Al loro interno i collegi prevedevano distinti albi professionali tra cui uno per gli Infermieri professionali e uno per le vigilatrici d'infanzia.

Nel 1994, il DM 739 introduceva fondamentali innovazioni nella normativa professionale: definiva la figura dell'Infermiere di cure generali come professionista autonomo, cambiando la denominazione introdotta dal TU 1625/1934 sulle leggi sanitarie e dal RD 1310/1940 (non più infermiere professionale ma infermiere). Con questo decreto l'infermiere viene individuato come professionista intellettuale, con competenze esclusive, autonomo e responsabile. Contestualmente e successivamente sono stati emanati altri decreti ministeriali che hanno identificato i profili professionali delle altre 22 professioni sanitarie riconosciute dal nostro ordinamento. Tra queste, il DM 70/1997 ha definito il profilo professionale dell'infermiere pediatrico. Il DM 27/7/2000 ha sancito che il titolo di vigilatrice d'infanzia conseguito in base alla legge 19 luglio 1940, n. 1098 è equipollente, a quello di Infermiere Pediatrico ai fini dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-base.

Allo stato attuale, dunque, l'ordinamento italiano contempla due e due sole figure professionali infermieristiche: l'infermiere di cure generali e l'infermiere pediatrico. Va notato comunque, che la formulazione del comma 5 dell'articolo 6 del DM 739/1994 ha causato alcuni dubbi interpretativi. Esso infatti ha stabilito - prima della istituzione dei corsi di laurea - che "la formazione infermieristica post-base per la pratica specialistica è intesa a fornire agli infermieri di assistenza generale delle conoscenze cliniche avanzate e delle capacità che permettano loro di fornire specifiche prestazioni infermieristiche nelle seguenti aree:

  • sanità pubblica: infermiere di sanità pubblica;
  • pediatria: infermiere pediatrico;
  • salute mentale-psichiatria: infermiere psichiatrico;
  • geriatria: infermiere geriatrico;
  • area critica: infermiere di area critica".

 L'inclusione nell'elenco dell'infermiere pediatrico ha fatto inizialmente ritenere che tale figura dovesse essere considerata dunque una specializzazione dell'infermiere, al pari delle altre figure identificate, e come tale oggetto di formazione infermieristica post-base. La successiva emanazione del DM 70/1997 ha chiarito che quella di Infermiere Pediatrico è una professione distinta alla quale, dunque, si è abilitati al termine della formazione di base.
Il RD 1098/1940, istitutivo della professione di vigilatrice d'infanzia, stabilisce (art.9) che "il possesso del diploma di Stato di vigilatrice dell'infanzia costituisce titolo di preferenza per l'assegnazione a posti di servizio di assistenza all'infanzia presso ospedali, o reparti ospedalieri infantili e presso ogni altra istituzione di assistenza all'infanzia". Tale norma è tuttora vigente e la sua efficacia è estesa alla nuova denominazione della figura della vigilatrice d'infanzia, ovvero all'Infermiere Pediatrico.

La L. 43/2006 ha introdotto ulteriori elementi di innovazione nel quadro delle professioni infermieristiche. La legge stabilisce infatti che per ogni professione sanitaria vengono individuati quattro livelli di formazione a cui corrispondono diverse definizioni di competenze:

  • professionisti - in possesso della laurea o equipollenti (es: laurea in Infermieristica o in Infermieristica Pediatrica o in Fisioterapia ecc.);
  • professionisti coordinatori - in possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento;
  • professionisti specialisti - in possesso del master di primo livello per le funzioni cliniche specialistiche;
  • professionisti dirigenti - in possesso della laurea specialistica.

In conclusione, per esercitare l'attività professionale assistenziale infermieristica nell'area pediatrica è attualmente previsto un doppio canale:

  • Laurea in Infermieristica -> Infermiere di cure generali (DM 739/1994) + Master in Infermieristica in area Pediatrica = Infermiere Specialista in Area Pediatrica (L 43/2006)
  • Laurea in Infermieristica Pediatrica -> Infermiere Pediatrico (DM 70/1997)



Corsi di laurea in Infermieristica Pediatrica attivati per l'AA 2008/2009:
  - Università degli studi di Genova
  - Università degli Studi di Messina
  - Università degli Studi di Milano
  - Università degli Studi di Napoli
  - Seconda Università degli Studi di Napoli
  - Università degli Studi di Padova
  - Università degli Studi del Piemonte Orientale - Amedeo Avogadro
  - Università degli Studi di Pisa
  - Università degli Studi di Roma - La Sapienza
  - Università degli Studi di Roma - Tor Vergata
  - Università degli studi di Torino

Master in Infermieristica in Area Pediatrica attivati per l'AA 2008/2009
  - Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
  - Università degli Studi di Firenze
  - Università degli Studi di Genova
  - Università degli Studi di Roma - La Sapienza
  - Università degli Studi di Roma - Tor Vergata