Bando di ricerca "Donna Wong" per progetti di ricerca infermieristica pediatrica originali 2009 PDF Stampa E-mail

Allo scopo di promuovere la ricerca Infermieristica pediatrica originale in Italia, la Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche ha bandito un concorso per l'assegnazione di contributi di ricerca fino ad un massimo di 5000 Euro finalizzati alla conduzione di progetti di ricerca originali nel campo dell'Infermieristica Clinica e dell'assistenza al paziente in età evolutiva.
Per onorare Donna Wong, una delle principali studiose di Scienze Infermieristiche Pediatriche del nostro tempo, il bando di ricerca è stato intitolato alla sua memoria. (Per visionare il bando integrale clicca qui )
 

I progetti assegnatari di contributi di ricerca - Bando 2009

Progetto n.1: TRADUZIONE E SPERIMENTAZIONE DELLA MORAL DISTRESS SCALE. STUDIO PILOTA IN UN CAMPIONE DI INFERMIERI DI ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA

Componenti del gruppo di studio: Dott. Michela Lazzarin, Prof. Andrea Biondi, Prof.ssa Stefania Di Mauro Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Degli Studi Milano Bicocca – Monza
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Contributo erogato: 2000 €

Background
Lo stress morale è uno dei maggiori problemi della professione infermieristica e coinvolge gli infermieri in tutti gli ambiti sanitari. E’ più diffuso laddove vi è un numero insufficiente di personale o lo staff non è adeguatamente addestrato e le politiche organizzative e le procedure mettono gli infermieri in situazioni di difficoltà o addirittura rendono loro impossibile incontrare e soddisfare i bisogni del paziente e della sua famiglia (1). Nella loro pratica gli infermieri possono ogni giorno incontrare situazioni dove le decisioni eticamente appropriate sono difficili o impossibili a causa di fattori legati all’ambiente. Alcune esperienze possono essere fonte di quello che Jameton (2) definì come stress morale: una dolorosa sensazione e/o un psicologico disequilibrio che avviene quando gli infermieri sono a conoscenza dell’azione morale appropriata richiesta dalla situazione ma non possono portare avanti l’azione stessa a causa di ostacoli istituzionali.
Lo stress morale è correlato a:
-Turnover del personale (1,3)
-Soddisfazione lavorativa (1,3,4)
-Problemi di salute fisici e psicologici (4)
-Problemi relativi ad autostima e spiritualità (4, 5)
-Evitamento dei pazienti da parte degli infermieri, dovuto al senso di frustrazione, rabbia e colpa dettato dallo stress morale (5-8)
-Dimissioni lavorative (6)
Gli infermieri che forniscono assistenza in ambito oncologico e dei trapianti hanno una esposizione maggiore alle situazioni che causano stress morale rispetto a quelli che assistono pazienti con altri tipi di malattie (9). Non vi sono contributi che descrivono lo stress morale nell’ambito specifico dell’oncoematologia pediatrica. Corley et al. (10) sviluppano la Moral Distress Scale (MDS) per misurare due aspetti dello stress morale: frequenza e intensità. La metodologia utilizzata per sviluppare e valutare la MDS è descritta e pubblicata da Corley et al. (10).
Dopo aver contattato la Prof.ssa MC Corley via mail, per avere informazioni circa lo strumento, essa ci ha fornito, oltre alla MDS, la MDS-Pediatric Version (MDS-PV). Quest’ultima è nata per misurare lo stress morale soprattutto in Neonatal Intensive Care Unit  o Perinatal Intensive Care Unit  e la sua affidabilità è già stata valutata ma non pubblicata.
La MDS-PV si compone originariamente di 38 item elencati uno di seguito all’altro. Ad ogni item è associata una scala di Likert da 0 a 6 per l’intensità e una seconda scala di Likert per la frequenza.
E’ iniziata nell’settembre del 2008 una corrispondenza mail con la Prof. Corley, la quale, spiegandole le intenzioni di voler indagare il disagio dello stress morale in ambito emato-oncologico pediatrico, ha fornito (e ha acconsentito al suo utilizzo) una copia della MDS- PV sottolineando come con tale versione non fosse ancora stato realizzato uno studio tra gli infermieri.
Razionale dello studio
Grazie a Jameton si  dispone di una definizione precisa circa il “malessere” che molte volte l’infermiere sperimenta in corsia e che troppo spesso non trovando una definizione univoca, si fa coincidere ad esempio con i termini  burnout o dilemma morale. Le unità operative di oncoematologia Pediatrica si associano ad una complessità assistenziale ed etica che si presta ad essere teatro situazionale di sviluppo di stress morale così come descritto da Jameton (2).
Obiettivi dello studio
Questo progetto di ricerca è uno studio descrittivo, correlazionale che ha lo scopo tradurre dalla lingua originale (inglese) la Moral Distress Scale - Pediatric Version  e, dopo aver effettuato una validazione della traduzione, di sperimentarlo su un campione convenzionale di circa 250 infermieri italiani che lavorano presso 6 centri AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica):
Tra gli obiettivi primari vi sono:
effettuare una validazione di rigore metodologico della Moral Distress Scale- Pediatric Version
ottenere dei risultati circa la frequenza e l’intensità, di stress morale sperimentato dagli infermieri che lavorano in quest’ambito specialistico.
cercare correlazioni tra gli anni di esperienza lavorativa infermieristica,  gli anni di esperienza lavorativa in oncoematologia pediatrica, il titolo di studio, la necessità di cambiare unità operativa e lo stress morale.
Materiali e metodi 
Per tradurre e validare la MDS-PV è stata scelta la metodologia della back translation e test monolingua (11). La versione tradotta verrà pre-testata prima di iniziare lo studio.
Il centro coordinatore dello studio sarà l’Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza.
Il campione di convenienza considerato comprenderà infermieri con i seguenti criteri di inclusione:
lavorare in unità operative di: ematologia - oncologia pediatrica, trapianto di midollo osseo pediatrico, day-hospital di ematologia pediatrica, pediatria con posti letto dedicati a pazienti ematologici-oncologici
volontarietà alla compilazione della MDS-PV
Dovranno essere osservati i seguenti criteri di esclusione:
-infermieri che sono stati assunti da meno di un mese presso l’unità operativa
-infermiere che avranno già notificato la gravidanza al servizio di medicina del lavoro nel periodo di somministrazione della MDS-PV
Alla MDS-PV verrà associata:
-un codice di identificazione per ogni singolo compilatore
-un modulo per il consenso informato
-una “lettera di presentazione” dello studio contenente, tra l’altro, il nome del ricercatore principale e del centro coordinatore, dei recapiti di riferimento, l’indicazione che i dati sono anonimi e che saranno comunque tutelati nel rispetto della DLgs 196/2003
-una scheda per la raccolta dei dati demografici (esclusi dati sensibili) e di altri dati relativi agli anni di esperienza lavorativa infermieristica, anni di esperienza lavorativa in oncoematologia pediatrica, titolo di studio, eventuale cambio di unità operativa dovuta all’esperienza dello stress morale
Verrà richiesta l’autorizzazione del comitato etico dell’istituzione sanitaria di appartenenza.
Si ritiene indispensabile la collaborazione con uno statistico. I dati verranno analizzati utilizzando il software di elaborazione SPSS v15. La valutazione dell’affidabilità dello strumento in lingua italiana verrà effettuata utilizzando l’Alfa di Cronbach.
In linea generale si intende comunque procedere in questo modo:
per ogni item dell’MDS-PV il significato sarà elaborato valutando l’intensità e la frequenza. Si otterrà un punteggio per ognuno dei 38 item. Ogni singolo punteggio sarà calcolato moltiplicando il grado dell’intensità dello stress morale con il grado della frequenza dello stress morale per quell’item (Moral Distress Score). Un punteggio totale sarà calcolato per ogni soggetto  sommando i valori ottenuti per ogni singolo item.
La correlazione tra stress morale e età, anni di esperienza lavorativa infermieristica e anni di esperienza come infermiera in ambito oncologico ematologico pediatrico saranno calcolati utilizzando la correlazione lineare  di Pearson
L’associazione tra stress morale e sesso, titolo di studio, figli, numero di figli, saranno calcolati utilizzando il test non parametrico di Kruskal-Wallis.
Un p-value inferiore a 0.05 sarà considerato significativo.
Risultati attesi
Tra gli endpoint primari ci si aspetta :
che la Moral Distress Scale Pediatric Version così tradotta sia valida e affidabile
che gli infermieri che lavorano nei reparti di oncoematologia pediatrica mostrino un livello di stress morale medio- alto
di confermare o meno la correlazione tra variabili demografiche, anni di esperienza lavorativa, anni di esperienza in ematologia pediatrica, titolo di studio e stress morale e di confrontare tali risultati con studi precedenti.
Questo studio, essendo il primo effettuato in Italia, potrebbe contribuire a introdurre il concetto di stress morale nelle nostre unità operative e ad iniziare la sua misurazione disponendo di uno strumento tradotto.
Lo stress morale potrebbe variare enormemente a seconda del tipo di paziente cui si presta assistenza o al tipo di istituzione cui si presta la propria attività lavorativa.
Bibliografia
1- Corley MC. Nurse moral distress: a proposed theory and research agenda. Nurs Ethics. 2002; 9(6): 636-650
2- Jameton A. Nursing Practice: The ethical issues. 1984. Prentice-Hall, Englewood Cliffs.
3- Corley MC, Minick P, Elswick RK, Jacobs M. Nurse moral distress and ethical work environment. Nurs Ethics. 2005; 12: 381-390
4- Elpern EH, Covert B, Kleinpell R). Moral distress of staff nurses in a medical intensive care unit. Am J Crit Care 2005; 14(6): 523-530
5- Austin W, Lemermeyer G, Goldberg L, Bergum, V, Johnson M. Moral distress in healthcare professionist. Alberta RN Magazine. 2008; 64: 4-5
7- Raines ML. Ethical decision making in nurses. JONA’s Healthcare Law, Ethics and Regulation. 2000; 2: 29-41.
6- Wilkinson JM. Moral distress in nursing practice: experience and effect. Nurs Forum 1987; 23(1): 16-19
8- Zuzelo PR. Exploring the moral distress of registered nurses. Nurs Ethics 2007; 14(3):344-59
9- Cohen JS, Erickson JM. Ethical dilemmas and moral distress in oncology nursing practice. Clin J Oncol Nurs 2006; 10(6): 775-782
10- Corley MC, Elswick RK, Gorman M, Clor T. Development and evaluation of a moral distress scale. J Adv Nurs 2001; 33(2): 250
11- Maneesriwongul W, Dixon JK. Instrument traslation process: a methods review. J Adv Nurs 2004; 48: 188-196

Progetto n. 2: UN OSPEDALE A MISURA DI NEONATO. MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ACCOGLIENZA INFERMIERISTICA NELL’U.O. DI PATOLOGIA E TIN, PUERICULTURA E NIDO DEL COMPLESSO PEDIATRICO “MACCIOTTA” DI CAGLIARI
Componenti del gruppo di studio: Giovanna Licheri, Prof. Vassilios Fanos, Vittoria Annis, Tiziana Sarigu, Denis Pisano. Dipartimento di Scienze Pediatriche e Medicina clinica, Università degli Studi di Cagliari
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Contributo erogato: 1000 €

Background
L’Accoglienza è un processo importante per la qualità dell’assistenza e la modalità con cui si svolge tale processo spesso non è uniforme tra i diversi Reparti della stessa Struttura, ciò accade perché non esiste in molte unità operative una procedura formalizzata sull’accoglienza (chi, quando, quali informazioni….).  E’ fondamentale quindi conoscere lo stato dell’arte relativo al processo dell’accoglienza della propria Struttura, per evidenziare le modalità con cui attualmente viene effettuata nelle diverse unità operative e le eventuali criticità affinché si possa assicurare una sempre migliore qualità dell’accoglienza.
Questo progetto nasce con la finalità di ottimizzare la qualità dell’assistenza e si propone di determinare un cambiamento culturale per garantire al neonato e ai suoi genitori il rispetto del diritto alla salute e alla completa e corretta informazione-educazione sanitaria.
Obiettivi
Obiettivo prioritario del progetto è quello di garantire un omogeneo e uniforme livello di assistenza, la medesima accoglienza in ospedale, le medesime facilitazioni a tutti i piccoli pazienti ricoverati nei nostri Reparti. Con questo progetto intendiamo incrementare e plausibilmente uniformare le attuali modalità di accoglienza, riorganizzandone e sviluppandone le attività già esistenti a livello di U.O., partendo dall’ipotesi che il momento dell’accoglienza non sempre sia adeguato e che tale attività viene talvolta attuata all’interno dei Reparti della U.O. in modo difforme. Un obiettivo peculiare è quello di sensibilizzare il personale al concetto di “qualità percepita dell’utente” per massimizzare il sistema per la rilevazione della soddisfazione dell’utente, applicato al settore accoglienza erogata.
Altro obiettivo è quello di introdurre in tutti i nostri Reparti e per tutti i neonati ricoverati, la valutazione all’ingresso dei bisogni assistenziali.
Metodi
In relazione all’accoglienza e alla valutazione infermieristica saranno presi come riferimento gli standard e i corrispettivi elementi misurabili definiti dalla Joint Commission International (JCI).
Il progetto prevede l’elaborazione da parte del gruppo di lavoro interreparto di una linea guida per la costruzione di un protocollo d’accoglienza e di un opuscolo informativo a livello di U.O., l’elaborazione di una scheda di accoglienza/valutazione da adattare nei diversi Reparti e da inserire nella cartella clinica. Tali strumenti verranno elaborati sulla base delle linee guida e introdotti nei Reparti dopo la validazione da parte del Direttore della U.O. e della Direzione Sanitaria.
I destinatari del progetto sono i neonati ricoverati nei tre Reparti di Patologia e TIN, Puericultura e Nido della U.O. dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari e le loro famiglie, con il coinvolgimento di un gruppo di lavoro infermieristico interreparto.
Al fine di monitorare e rilevare le attività, sono previsti indicatori di processo e di risultato e la verifica dei risultati raggiunti. Inoltre, verrà somministrato un questionario ai genitori dei piccoli pazienti ricoverati, allo scopo di confermare che l’accoglienza sia avvenuta attraverso le modalità previste.
Risultati attesi
Le finalità generali del progetto sono rivolte al miglioramento continuo della relazione fra il piccolo paziente, la sua famiglia e la nostra U.O. attraverso l’approccio personalizzato che possa favorire una corretta informazione, un’adeguata accoglienza e l’orientamento della persona al corretto utilizzo dei servizi offerti. Questo progetto mira a migliorare e uniformare le modalità di accoglienza ed informazione dei tre reparti dell’U.O. garantendo nella relazione con l’utenza massima professionalità e competenza, chiarezza nell’informazione e privacy.
Bibliografia
Progetto Accoglienza in Ospedale –Azienda Sanitaria di Firenze Nuovo Ospedale S. Giovanni - www.ospedalesgiovannididio.it.htlm.
Regionando 2000 – Regione Veneto - Azienda ULSS n.19 di Adria-
www.Ulss.adria.veneto.it.htlm.
Un ospedale a misura di bambino - ASL Piacenza -
www.ausl.pc.it/progetti/progetto6.asp
Joint Commission Internationa-
www.jointcommissioninternational.org
Tamburini G, Pineschi A. Formazione e aggiornamento del personale infermieristico dell’area infantile: metodologie e strumenti. Trieste: Istituto per l’infanzia; 2000.
Vaccani R. Professionalità, attitudine e carriera. Milano, Etas libri; 1999.
Santullo A. L’infermiere e le innovazioni in sanità, McGraw-Hill, Milano, 1999.
Silvestro A, Vit A, Cimetta G. Linee guida comportamentali e indicazioni alla compilazione e utilizzo della cartella infermieristica. L’Infermiere 1996; 3: 56-61.
Yura WH, Walsh MB. Il processo di Nursing, Edizione Sorbona, Milano, 1992.
Calamandrei C, Orlandi C. La dirigenza infermieristica- McGraw-HillMilano 2002.
Piredda M et al. Aspetti metodologici della valutazione infermieristica- NEU 3/2000.
Strader M et al. Nurses and patient assessment JONA  1994; 24
Bona M. L’accoglienza quale indicatore della qualità percepita da operatori ed utenti Management Infermieristico 1999; 4.
LoBiondo-Wood G, Haber J. Metodologia della ricerca infermieristica McGraw-Hill Milano 1997.