Volume 1 - Numero 2 - Maggio 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Luglio 2009 17:06

 

 

L'Infermiere e l'adolescente con disturbi del comportamento alimentare
M. Capecchi
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 44-47.

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono un insieme di patologie che si stanno diffondendo con un’incidenza sempre maggiore negli adolescenti. Il loro trattamento è multidisciplinare e, all’interno dell’équipe, l’infermiere ricopre un ruolo di primaria importanza, in quanto “gestore” dell’assistenza dal punto di vista olistico.

Linee Guida del RCN per l'assistenza agli adolescenti 
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 48.
A seguito di uno studio promosso dal RCN Adolescent Health Forum nel 2008 si è evidenziata la necessità di una guida per i professionisti sanitari che lavorano con gli adolescenti. Sia gli infermieri pediatrici che quelli che lavorano con gli adulti parlavano degli adolescenti come di pazienti "difficili" e dichiaravano di sentirsi impreparati ad assisterli.

Lo sviluppo dell'immagine corporea nell'adolescente. Implicazioni per l'assistenza all'adolescente malato
B.Price
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 49-53.
Questo articolo esplora alcuni dei processi chiave associati con lo sviluppo di una immagine corporea normale nell’adolescenza, prendendo in considerazione l’impatto della malattia su di essa. Vengono date delle informazioni utili agli infermieri per esplorare in che modo la loro comprensione dei cambiamenti dell’immagine corporea possa aiutare gli adolescenti ad affrontare la malattia o la disabilità in modo più costruttivo.

L'uniforme infermieristica: studio osservazionale sulle preferenze dei bambini ospedalizzati e dei loro genitori
M.Bernardi, T.Franceschi, E.Tomaello, L.Beltrame, M.Garola, M.Bonetto
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 54-57.
Introduzione. Negli ultimi anni vi è una tendenza sempre maggiore da parte degli infermieri dei bambini italiani a indossare divise a misura di bambino.
Obiettivo. Il seguente studio aveva lo scopo di indagare quale divisa preferiscono i bambini ospedalizzati e i loro genitori e quale impatto ha la divisa nella relazione assistenziale, prendendo come assunto di base il principio che il bambino e la famiglia sono il centro dell’attività assistenziale.
Materiali e metodi. Sono stati utilizzati due strumenti: il primo era formato da cinque foto di cinque modelli di divise infermieristiche; il secondo era un questionario, composto da 9 items, che indagava l’influenza che la divisa poteva avere nell’attività assistenziale per i genitori dei bambini. Il campione era costituito da 99 bambini in cura presso il centro di oncologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova  e dai 99 genitori dei bambini.
Risultati. La divisa più frequentemente scelta in quanto meno paurosa per i bambini e più adatta all’assistenza pediatrica per i genitori era quella bianca con i disegni colorati nel fronte e nel retro della casacca. Quelle che fanno più paura ai bambini sono quella bianca e quella celeste da sala operatoria. La maggior parte dei genitori esprime la necessità che la divisa permetta di distinguere e riconoscere i vari professionisti, favorisca un’atmosfera rilassante e incentivi la comunicazione facendo sembrare gli infermieri più amichevoli.
Conclusioni. Lo studio dimostra il ruolo importante che la divisa gioca nel rapporto tra infermiere e bambino-famiglia caratterizzando l’imprinting della relazione tra questi soggetti. L’utilizzo della divisa bianca con disegni può determinare un imprinting positivo, un tempo minore per l’instaurarsi di una relazione di aiuto e una maggiore qualità di vita del bambino in ospedale.

L'assistenza al bambino con febbre in corso di neutropenia
J.Hawkins
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 58-63.

La chemioterapia è il più comune trattamento usato nella cura dei bambini con tumore ma può avere effetti devastanti sul sistema immunitario, riducendo le difese verso le infezioni, in particolare quelle batteriche comunemente causa di sepsi pericolose per la vita.
Prima di lasciare l'ospedale per la prima volta dopo la diagnosi i pazienti ed i familiari devono comprendere cosa è la neutropenia e come tenere sotto controllo i segni ed i sintomi di infezioni.
Questo articolo descrive l'approccio infermieristico alla gestione della febbre in neutropenia del Birmingham Children Hospital.
L'approccio per evitare l'infezione a domicilio include una buona igiene delle mani e accortezza nella preparazione del cibo, delle bevande e dell'ambiente del bambino.
Bisogna bilanciare in modo adeguato la necessità di evitare i rischi di infezione e quella di  permettere una normale attività sociale del bambino, compresa la frequenza scolastica. La prevenzione delle infezioni in ambiente ospedaliero richiede le medesime accortezze necessarie per qualsiasi altro paziente.
Un accurato monitoraggio del bambino neutropenico è necessario per evidenziare rapidamente i segni di infezione e per iniziare precocemente la terapia adeguata.E’ importante applicare le linee guida esistenti, con particolare riguardo alla raccomandazione di garantire alla famiglia l'accesso telefonico 24 ore su 24 all'equipe curante in caso di bisogno.

Un'esperienza di ambulatorio infermieristico per bambini stomizzati
C.Neri, P.Tonietti
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 64-65.
Nei sistemi sanitari più avanzati si stanno diffondendo sempre più gli ambulatori “Nurse-led” cioè gestiti e condotti, anche da un punto di vista clinico, da infermieri. In Italia lo sviluppo di questo tipo di servizi è agli inizi a causa di un certo ritardo culturale e di resistenze interne ed esterne alla professione infermieristica. Questo breve articolo riporta l’esperienza di un ambulatorio infermieristico sviluppato in ambito pediatrico.

Le tecniche di distrazione per la venipuntura nel bambino: analisi della letteratura
G.Murphy
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 66-68.
La venipuntura è una delle procedure più temute dai bambini ricoverati in ospedale e una gestione inadeguata del dolore può influire negativamente sulle cure di cui avrà bisogno il bambino in futuro.
Un'analisi tematica della letteratura relativa alle tecniche di distrazione ha mostrato che la distrazione passiva è più efficace della distrazione attiva durante la venipuntura e che l’efficacia di ogni tecnica dipende dalla capacità di attenzione del bambino e dal grado del suo coinvolgimento nell’attività di distrazione.

Cateteri Venosi Centrali
L.Douglas, A.Aspin, N.Jimmeson, V.Lawrence
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 69-72.

La gestione dei cateteri venosi centrali (CVC) è un’attività infermieristica complessa, che può produrre complicanze potenzialmente molto gravi. Esiste una grande variabilità nella gestione di questi presidi, sia tra i diversi ospedali, sia tra reparti di una stessa struttura. Sulla base di revisioni sistematiche e di audit clinici, è stato intrapreso uno studio allo scopo di poter giungere ad una revisione dei protocolli utilizzati nella pratica.
Metodi. Sono stati spediti questionari a 22 centri di chirurgia pediatrica di 3° livello e reparti di neonatologia in cui fosse presente la chirurgia, su tutto il territorio britannico. Nel questionario è stato chiesto di fornire informazioni in merito ai tipi di CVC e di medicazioni utilizzate, ai disinfettanti utilizzati, al tipo di soluzioni di lavaggio ed al tipo di siringa usato per effettuare il lavaggio.
Risultati. I cateteri Broviac sono risultati i più comuni. Esiste una grande variabilità nella pratica clinica per quanto riguarda il tipo di medicazione effettuata, i disinfettanti impiegati, le soluzioni per il lavaggio e la misura delle siringhe usate per il lavaggio.
Conclusioni. Le revisioni di letteratura, gli audit clinici e lo studio effettuato forniscono sufficienti evidenze per formulare delle raccomandazioni sul tipo di medicazione da praticare, i disinfettanti da utilizzare e le siringhe per il lavaggio. La scelta del tipo e della quantità di soluzione da impiegare per il lavaggio dipende dalle istruzioni fornite dalla casa produttrice del CVC. Per migliorare la pratica clinica una strategia utile può consistere nel mettere delle istruzioni stampate al letto di ogni paziente portatore di CVC.

Il Bambino ed il gioco
G.Lelli, A.Sorcinelli
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 73-77.
Il gioco si caratterizza per la presenza di spontaneità, piacevolezza, impegno volontario attivo e assenza di scopi estrinseci. Attraverso il gioco i bambini possono da un lato creare delle rappresentazioni interne dell'ambiente che li circonda mentre dall'altro costruire un processo di adattamento nei confronti del loro habitat. La pratica ludica è, quindi, un importante momento di apprendimento per il bambino e l'interazione con i coetanei che si viene a creare è determinante per il suo processo di socializzazione e per il suo sviluppo cognitivo.
I comportamenti ludici, numerosi e differenti tra loro, hanno, dunque, delle prerogative che consentono di ampliare le conoscenze e le capacità dei bambini.

Selezione di abstracts dalla letteratura scientifica  infermieristica

Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, Volume 1 (2009), Numero 2, pag. 78.

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Marzo 2010 16:50