Volume 2, Numero 1, Marzo 2010 PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 07 Aprile 2010 07:40

Volume 2, Numero 1, Marzo 2010

 

L’infermiere e l’educazione terapeutica: indagine multicentrica nelle diabetologie pediatriche italiane
Donatella Durano
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 4-8.
Nell’ambito delle patologie croniche pediatriche la dimensione educativa è di fondamentale importanza e se ben attuata ha una ricaduta importantissima in termini di riduzione di episodi acuti, ospedalizzazioni, e cosa sempre più importante, in termini di qualità di vita. Il fondamento dell’educazione terapeutica è la multidisciplinarità del gruppo che ha in carico il paziente e la formazione specifica e mirata degli educatori.
Obiettivi: indagare la dimensione educativa all’interno dell’attività infermieristica, offrendo un quadro della realtà in cui l’infermiere si trova ad operare. Allo scopo di ottenere un campo di indagine specifico e uniforme, lo studio si è svolto nell’ambito della diabetologia pediatrica.
Materiali e metodi: sono stati coinvolti 39 centri diabetologici pediatrici in tutta Italia (ambulatori/DH, reparto) a cui è stata proposta la  compilazione anonima di un questionario in modalità online.
Risultati: Mediamente il tempo dedicato all’educazione è quantificato in 8.8 ore nella settimana lavorativa. Fra gli argomenti più trattati emergono: preparazione e somministrazione di insulina e misurazione delle glicemia. La percentuale di responsabilità educativa è suddivisa fra medico (49%) e infermiere (43%), a cui bisogna aggiungere il dietista (5%). Gli infermieri sono molto d’accordo nell’individuare nella mancanza di personale e nella formazione inadeguata dell’infermiere i principali ostacoli a una buona attività educativa. Emerge con chiarezza un ruolo centrale dell’infermiere nell’organizzazione e gestione di campi scuola, proposti nel 75% dei servizi, e giornate formative, presenti come attività extra nel 62.5% dei servizi.
La cartella infermieristica viene utilizzata nell’84% dei centri e nel 70% dei casi la documentazione contiene spazi appositi per annotazioni riguardanti l’attività educativa. Solo il 75% utilizza la documentazione relativa al percorso educativo. Gli infermieri interpellati si dichiarano soddisfatti della qualità di questa documentazione, sebbene senza entusiasmi.
Conclusioni: consistenti gli aspetti positivi: gli infermieri si dichiarano soddisfatti del tempo speso nell’attività educativa e non si sentono messi in discussione nel loro ruolo di educatori, si mostrano attivi nelle attività ‘extra’ (campi, giornate formative). Tra gli aspetti da potenziare emerge sicuramente la cura della documentazione infermieristica e ancor più la formazione di base che in molti sentono assolutamente insufficiente. Da questo studio, risulta fondamentale rafforzare la formazione dell’infermiere nell’educare l’assistito, già dal percorso universitario.

Il microinfusore insulinico in età evolutiva: studio sull’impatto del CSII sulla vita del ragazzo con diabete
Angelica De Luca
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 9-12.
Premessa: Il diabete Mellito di tipo I o Insulino-dipendente, una delle malattie metaboliche più diffuse, è l’endocrinopatia più frequente in età pediatrica ed è caratterizzato dalla progressiva distruzione delle beta-cellule pancreatiche, con conseguente carenza insulinica. Esordio e diagnosi sono seguiti da un follow-up continuo, per il quale è necessario un team sanitario specificamente preparato e competente. Il trattamento elettivo è rappresentato dalla terapia sostitutiva, attraverso la somministrazione di insulina. Negli ultimi 10 anni si è  verificata una grande diffusione, in età pediatrica, dell’utilizzo del microinfusore insulinico, un piccolo computer programmabile, che consente l’infusione continua dell’ormone deficitario nel tessuto sottocutaneo (continuous subcutaneous insulin infusion, CSII). La disponibilità di strumenti sempre più maneggevoli, sicuri ed efficaci, tecnologicamente in continua evoluzione, sta lentamente sostituendo la tradizionale terapia multi iniettiva.
Nonostante numerosi studi abbiano dimostrato che la CSII è associata ad un miglioramento del controllo metabolico, pochi dati sono finora disponibili sull'impatto sulla vita quotidiana dei giovani diabetici.
Obiettivo della ricerca: investigare la percezione di vantaggi e svantaggi soggettivi determinati da CSII in una popolazione di giovani pazienti seguiti dal Centro Regionale Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
Materiali e metodi: E' stato utilizzato un questionario a risposte chiuse dicotomiche, risposte aperte e scale numeriche per indagare le difficoltà riscontrate nel passaggio a CSII, i problemi nei rapporti con i coetanei e il disagio causato dall’ingombro della pompa durante le attività quotidiane. Sono state inoltre valutate la difficoltà nel calcolo dei boli, la frequenza di malfunzionamenti, ipoglicemie e dolore e la percezione o meno di libertà.
Risultati: Il questionario è stato somministrato a 28 di 106 pazienti in CSII (18F e 10M), età media 16.2 aa (±4.4), durata di CSII 3.7 aa (±2.1). Il 60.7% pratica sport regolarmente. Il 71% non ha riferito difficoltà nel passaggio dalla terapia multi-iniettiva (MDI) a CSII ed il 75% afferma di non aver avuto problemi con gli amici. Le difficoltà rilevate nelle attività quotidiana risultano così distribuite: "vestirmi come mi pare"(57.1%),"fare sport"(53.5%),"mangiare a casa"(7.1%),"studiare"(10.7%) e"frequentare persone del sesso opposto"(17.8%). Il 17.8% dei ragazzi riferisce difficoltà nel calcolo del bolo. Problemi di malfunzionamento dell’apparecchio sono stati rilevati raramente o mai nell'82.1%. Il 7.1% riferisce fastidio per l'ingombro del microinfusore e il 14.2% lamenta fastidio nel punto di inserzione dell'ago. Solo 3 pazienti segnalano episodi ipoglicemici. L’85.7% dei ragazzi afferma di sentirsi più libero rispetto a MDI e il 96.4% si dichiara molto soddisfatto di CSII. Nelle risposte aperte, il disagio maggiore è rappresentato dalle cicatrici lasciate dall'ago.
Conclusione: La nostra indagine riporta un elevato grado di soddisfazione da parte dei ragazzi con CSII, un impatto positivo sulle attività di vita quotidiana e un numero limitato di problemi percepiti.

Approccio infermieristico alla Sindrome della morte improvvisa del lattante
Marta Maniezzo, Rosy Di Bella, Gianni Bona,Teresa Bordone, Renzo Luciano Boldorini
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 13-14.
La Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante (SIDS) è definita come la morte improvvisa e inspiegata del bambino di età inferiore ad 1 anno. La SIDS rappresenta una diagnosi di esclusione, in quanto sono molto più frequenti cause non naturali o patologie congenite. In questo articolo verranno esaminati i principali fattori di rischio legati alla SIDS, e fornite indicazioni utili a prevenire l’insorgere di questa patologia.

Disostruzione delle vie respiratorie nel bambino per inalazione di corpo estraneo: revisione della letteratura
Filippo Festini, Sofia Bisogni
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 15-21.
L’aspirazione di un corpo estraneo (ACE) nelle vie respiratorie dei bambini rappresenta una situazione di emergenza che espone il soggetto a rischio di vita. Le manovre disostruttive devono essere messe in atto nel più breve tempo possibile dopo che l’aspirazione si è verificata, dalla stessa persona che si trova presente al momento dell’inalazione o che per prima si imbatte nel bambino che sta soffocando. Questo articolo presenta una revisione delle evidenze e delle linee guida disponibili riguardanti le diverse manovre disostruttive da eseguire nei bambini che hanno inalato un corpo estraneo.  L’analisi della letteratura ha evidenziato una sorprendente scarsità di prove di efficacia ed una notevole differenza tra le raccomandazioni contenute nelle linee guida disponibili.

Inalazione di corpi estranei in età pediatrica: interventi in pronto soccorso e percorso assistenziale
Serena Gori, Alda Giardina
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 22-25.
L’aspirazione di un corpo estraneo è uno tra i più frequenti incidenti domestici molto pericolosi nei bambini nella fascia di età 1-4 anni. La natura, la sede di arresto ed il grado di ostruzione del corpo estraneo condizionano il quadro clinico e le complicanze. Al Pronto Soccorso pediatrico vengono effettuati i primi interventi necessari per la stabilizzazione del piccolo paziente, che vi giunge solitamente dopo la risoluzione della sintomatologia acuta, e vengono eseguiti gli esami diagnostici necessari per indagare la causa scatenante il quadro sintomatologico e orientare gli interventi terapeutici successivi.

Obesità: caratteristiche generali, misure e indici antropometrici
Salvatore Seminara, Valentina Leonardi, Silvia Mirri, Maria Luisa Vetrano, Laura Nanni
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 26-29.
Per obesità si intende un abnorme aumento del contenuto di adipe dell’organismo che, normalmente, si traduce in un incremento del peso corporeo. L’obesità costituisce attualmente un grosso problema di salute pubblica; la sua prevalenza nella popolazione, specialmente nei paesi industrializzati, è negli ultimi decenni in costante e significativo aumento, sia negli adulti che in età evolutiva. Per tale motivo, alcuni parlano di epidemia del 21° secolo. Questo fenomeno deve essere affrontato già dall’età pediatrica in modo da poter intervenire tempestivamente educando il bambino e la sua famiglia ad una corretta alimentazione e ad un opportuno stile di vita. Le misure e gli indici antropometrici di obesità costituiscono un elemento essenziale sia nel momento diagnostico che nel follow-up del soggetto obeso.

Aspetti infermieristici nell’assistenza al bambino affetto da patologia autistica
Sandro Ortolani, Francesca Gallone, Flaviana Fava
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 30-33.
La sindrome autistica viene definita come uno disturbo generalizzato dello sviluppo nel quale la sintomatologia è estremamente varia. Secondo le più recenti linee guida, l’approccio comportamentale riveste una cruciale importanza nel trattamento di questa sindrome
Questo articolo ha indagato le attitudini del personale infermieristico di un reparto di neuropsichiatria infantile in merito alla patologia autistica e all’accoglienza e alla gestione del piccolo paziente autistico.
A seguito delle informazioni raccolte dall’indagine, è stata elaborata una scheda di assistenza comportamentale, per aiutare gli infermieri nel difficile compito di prendere in carico il bambino autistico ricoverato e di adattare le proprie azioni assistenziali alla gestione comportamentale seguita a domicilio. 

I risultati del Bando di ricerca "Donna Wong" per progetti di ricerca infermieristica pediatrica originali 2009
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche, volume 2 (2010), numero 1, pagg. 34-36.
Progetto: “TRADUZIONE E SPERIMENTAZIONE DELLA MORAL DISTRESS SCALE. STUDIO PILOTA IN UN CAMPIONE DI INFERMIERI DI ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA”
Michela Lazzarin, Andrea Biondi, Stefania Di Mauro

Progetto: “UN OSPEDALE A MISURA DI NEONATO. MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’ACCOGLIENZA INFERMIERISTICA NELL’U.O. DI PATOLOGIA E TIN, PUERICULTURA E NIDO DEL COMPLESSO PEDIATRICO “MACCIOTTA” DI CAGLIARI”
Giovanna Licheri, Vassilios Fanos, Vittoria Annis, Tiziana Sarigu, Denis Pisano.


 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Aprile 2010 07:50