GISIP Volume 3, Numero 1, Marzo 2011 PDF Stampa E-mail

GISIP Volume 3, Numero 1, Marzo 2011 

Le qualità distintive del bravo infermiere secondo i bambini ospedalizzati: uno studio fenomenologico
Vitale Luca Napoli, Fabiola Cerullo, Paola Ferri
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 4-6.
La letteratura che analizza la visione che il bambino ha dell’infermiere è molto carente e notevolmente datata, eccetto due recenti contributi. Eppure quando i bambini sono stati consultati hanno dato opinioni dettagliate, accurate e profondamente diverse da quelle dei loro genitori ed assistenti.
Obiettivo: conoscere le opinioni dei bambini ospedalizzati rispetto alle qualità distintive di un bravo infermiere.
Materiali e metodi: studio qualitativo con approccio fenomenologico.
lo strumento utilizzato è l’intervista semi-strutturata. Le interviste sono state registrate e trascritte integralmente. Previa autorizzazione istituzionale e dei genitori, il ricercatore si è presentato a ciascun bambino spiegando il motivo dell’intervista e chiedendo la sua disponibilità a partecipare. Il campione dello studio era costituito da 10 bambini ricoverati presso la Pediatria del Policlinico di Modena, di età compresa tra 9 e 13 anni, ospedalizzati da almeno 3 giorni e di nazionalità italiana. Criteri di esclusione: bambini con patologie neurologiche o croniche.
Risultati e conclusioni: ciò che sembra emergere dall’analisi dei dati è che “bravo” infermiere si nasce e si diventa, che si ha bisogno di una formazione specifica, ma anche di alcune caratteristiche personali. Il bravo infermiere è un professionista calmo, allegro, paziente, capace di dialogare e portare rispetto, preparato, competente nelle tecniche infermieristiche ed esperto nel prendersi cura del bambino. Lo studio seppur realizzato su un piccolo campione mette in evidenzia la profondità e l’accuratezza delle opinioni espresse dai bambini. 

Gestione e medicazione del cordone ombelicale
Elettra Berti, Giovanna Bertini
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1):7-9
Il moncone ombelicale rappresenta un importante sito di colonizzazione batterica e quindi  una potenziale fonte di infezione per il neonato, che può rimanere localizzata (onfalite) o diffondere a distanza. L’incidenza di tali eventi è estremamente elevata nei paesi in via di sviluppo, ma con l’introduzione delle nursery ospedaliere ha subito un incremento anche nei paesi sviluppati, secondario alla colonizzazione del moncone da parte di batteri patogeni, selezionati dalle strategie antimicrobiche adottate nelle diverse unità di cura, piuttosto che dalla flora cutanea materna.
Nella corretta assistenza al neonato devono essere seguite alcune semplici regole che sono in grado di ridurre drasticamente il rischio di infezione del moncone ombelicale e che comprendono la corretta igiene delle mani, l’accurata detersione ed asciugatura del moncone, il rooming-in, il contatto pelle a pelle con la mamma ed il precoce allattamento materno.
Inoltre, i neonati ricoverati in nursery ospedaliere dovrebbero essere sottoposti alla medicazione del moncone ombelicale con antisettici applicati localmente.
In questo articolo proponiamo un inquadramento generale della tematica rivolgendo particolare attenzione alle strategie di medicazione del cordone: verranno analizzate, alla luce della letteratura esistente, le caratteristiche e l’efficacia dei differenti antisettici comunemente impiegati.

L'ansia preoperatoria nel bambino e nella sua famiglia e la percezione della qualità delle informazioni ricevute
Cinzia Capecchi
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 10-14
Premessa: L’intervento chirurgico costituisce uno dei massimi eventi ansiogeni a cui il bambino e la sua famiglia possono trovarsi di fronte. L’ansia presente durante la fase pre e postoperatoria è stata motivo di ricerche approfondite e molti sono stati i metodi studiati. L’informazione sembra avere un ruolo fondamentale nel controllo dell’ansia preoperatoria, ma le conoscenze sul tipo d’informazione che desiderano ricevere i genitori e i bambini sono limitate.
Obiettivo della ricerca: Analizzare, in un gruppo di genitori di bambini che si sono sottoposti ad intervento chirurgico, quali informazioni sono percepite come più importanti, con quali modalità sono state poste al figlio e come i genitori preferirebbero venissero fornite.
Materiali e Metodi: Lo studio, di tipo osservazionale trasversale, è consistito nella somministrazione di un questionario con 11 domande, chiuse ed aperte, ai genitori di bambini ricoverati in un reparto di chirurgia pediatrica che hanno già subito un intervento chirurgico di elezione. Le domande indagano sull’informazione che il genitore ha dato al figlio riguardo all’intervento chirurgico, le richieste del bambino, le manifestazioni d’ansia, l’indice di gradimento del genitore riferito all’informazione ricevuta dai sanitari ed eventuali miglioramenti suggeriti dalla famiglia.
Risultati: Dai 71 questionari raccolti emerge che il 95,8% dei genitori informa il bambino sul motivo per cui è in ospedale. Il 78,9% dei genitori specifica al bambino che deve fare un intervento chirurgico. Sono ritenuti ansiogeni: l’intervento chirurgico (46,3%) e la mascherina dell’anestesia (17,5%). Il 46% dei genitori ritiene di aver ricevuto dal personale sanitario un’informazione adeguata. Il 56,3% dei genitori sostiene che un librettino illustrato e commentato sarebbe una modalità utile per informare il bambino sull’intervento chirurgico.
Conclusioni: Dallo studio emerge che i genitori considerano adeguata l’informazione relativa all’intervento chirurgico ricevuta dai sanitari nel periodo pre e postoperatorio. Ritengono, inoltre, che un’informazione più dettagliata fornita al bambino attraverso l’utilizzo di un librettino illustrato e commentato potrebbe completare il metodo informativo.

L’Ospedale Pediatrico per intensità di cure: l’esperienza torinese
Laura Odetto, Marisa Sacco
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 15-19
La riorganizzazione dell’Ospedale secondo l’intensità di cura è un’esigenza sempre più frequente avvertita dai sistemi sanitari, allo scopo di razionalizzare le risorse disponibili garantendo livelli di cure adeguati.
Sebbene largamente oggetto di dibattito ed anche di implementazioni, la letteratura riporta pochissime esperienze relative alle modalità con cui il modello di ospedale per intensità di cure è stato effettivamente attuato.
In particolare, sembrano mancare –almeno nella realtà italiana- gli strumenti per la classificazione dei pazienti in livelli di intensità, secondo le loro caratteristiche clinico-assistenziali.
L’area pediatrica, poi, è un ambito clinico con caratteristiche peculiari che richiedono uno specifico approccio ed un adattamento del concetto di organizzazione per intensità di cure.
Questo articolo riporta l’esperienza di un Ospedale Pediatrico italiano nella riorganizzazione per intensità di cure.

Il vaccino antinfluenzale per i lavoratori impiegati in ambito sanitario come efficace e sicuro sistema di prevenzione
Caterina Bonaccini, Jacopo Barp, Alessandra Montemaggi, Jessica Iacopelli, Claudia Fancelli,
Giulia Remaschi, Luisa Galli
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 20-23
Il vaccino antinfluenzale è l’unica forma efficace di prevenzione nei confronti dell’influenza; la composizione antigenica dei vaccini antinfluenzali varia ogni anno secondo le disposizioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO) in relazione ai ceppi virali circolanti e ai trend epidemiologici. Il ricorso alla vaccinazione è raccomandato per particolari categorie di persone, tra cui i lavoratori impiegati in ambito sanitario, al fine di tutelare la salute dell’individuo e della collettività. La composizione antigenica dei vaccini immessi in commercio è sovrapponibile tra le varie tipologie, tuttavia i vaccini differiscono per la qualità e la quantità degli eccipienti utilizzati e per il tipo di formulazione; in particolare i vaccini adiuvati e i vaccini somministrabili per via intradermica sono risultati capaci di assicurare una migliore risposta immunologica. Errate convinzioni riguardo la sicurezza e l’efficacia dei vaccini spesso ostacolano il ricorso alla vaccinazione, anche nei lavoratori impiegati in ambito sanitario; occorre quindi ricordare a tal proposito, come la maggior parte degli studi condotti a tal riguardo induca a considerare efficaci e ben tollerati i vaccini attualmente in commercio, con possibili reazioni avverse di lieve entità e breve durata.

Estubazioni non pianificate nel paziente pediatrico: proposta di un algoritmo
F. Pugiotto, M. Maritan, G. Pontoglio, A. Miola, A. Ferron, P. Cogo, M.Padalino, D. Pittarello
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 24-27
Il malato sottoposto a ventilazione meccanica con intubazione tracheale, è suscettibile di una serie di complicanze fisiopatologiche che interessano primariamente la funzione respiratoria ed emodinamica; questo vale per tutti i pazienti, ma acquista maggior risalto nei pazienti neonatali e pediatrici, dove tutte le complicanze moltiplicano la loro pericolosità a causa del fragile equilibrio fisico, immunologico, psicologico e relazionale. Estubazione non pianificata (ENP) letteralmente significa espulsione non desiderata del tubo endotracheale dalla propria sede.
La distinguiamo in autoestubazione quando è il paziente che rimuove il tubo, accidentale invece quando è causata da manovre assistenziali svolte dal personale sanitario.
Obiettivo: elaborare strumenti standardizzati per la gestione dell’Estubazione non pianificata in una T.I.P.O. cardiochirugica pediatrica.
Metodologia di lavoro e risultati: per la realizzazione dell’obiettivo è stato formato un gruppo di lavoro multidisciplinare coinvolgendo i professionisti sanitari che si occupano del paziente intubato (Cardiochirurghi, Intensivisti, Infermieri di Terapia Intensiva). Il gruppo di lavoro ha svolto una ricerca bibliografica utilizzando testi specialistici e motori di ricerca internet. Sono stati elaborati due algoritmi per la gestione dell’ENP, distinguendo l’estubazione accidentale e l’autoestubazione, che vengono presentati nel presente articolo.
Conclusioni: L’ENP rappresenta un’emergenza Medico-Infermieristica. Oltre a mettere in serio pericolo la vita del paziente, essa contribuisce ad aumentare il tempo d’intubazione successivo all’evento ed aumenta il tempo di degenza in Terapia Intensiva. Avere un algoritmo per la gestione di questo evento rappresenta sicuramente un modo per migliorare la qualità dell’assistenza.      

Le interruzioni subite dagli Infermieri durante la preparazione e somministrazione della terapia: conseguenze e possibili rimedi
Francesca Giusti, Daniele Ciofi, Filippo Festini
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 28-30
I bambini sono esposti tre volte di più degli adulti ad errori di terapia potenzialmente dannosi. In Ospedale molti errori si verificano nelle fasi della preparazione e della somministrazione dei farmaci, che sono sotto la responsabilità dell’Infermiere. Un fattore di rischio per errori poco noto è rappresentato dalle interruzioni subite dagli infermieri durante la preparazione e la somministrazione della terapia. Le interruzioni, solitamente causate da genitori dei bambini, medici, colleghi, allarmi ecc, sono infatti responsabili di un aumento di rischio di errori, recentemente stimato in +12.7% per ciascuna interruzione subita. Nei sistemi sanitari che hanno sviluppato sistemi avanzati per la prevenzione degli errori clinici sono stati da tempo introdotti specifici accorgimenti per prevenire le interruzioni degli infermieri –oggetto anche di studi di efficacia: la creazione di “No interruption zones” nei reparti e l’introduzione di “no talk vests”. Tali sistemi sono a basso costo e di facile implementazione ma presuppongono che venga garantito come condizione di base un adeguato rapporto numerico infermiere/bambini.

Riflessioni in tema di assistenza pediatrica in Emilia-Romagna
Gruppo Regionale AREA PEDIATRICA
Documento congiunto di
Associazione Culturale Pediatri Emilia-Romagna
Associazione Pediatria di Comunità
Confederazione Italiana Pediatri 
Federazione Italiana Medici Pediatri Emilia-Romagna
Società Italiana di Neonatologia Emilia-Romagna    
Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza - Emilia-Romagna
Società Italiana di Pediatria Emilia-Romagna
Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale - Emilia-Romagna
Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche
Giornale Italiano di Scienze Infermieristiche Pediatriche 2011; 3 (1): 31-32